TERNI, POLO SIDERURGICO, STUFARA “RISPETTO NORMATIVA SICUREZZA SUL LAVORO”

Stufara
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Damiano Stufara

(umbriajournal.com) TERNI – Il capogruppo regionale del Prc – Fds, Damiano Stufara, interviene in merito alla vicenda Misp Automation – Ast di Terni. Facendo riferimento a quanto emerso sui media, circa la manutenzione termoidraulica delle centrali termiche, Stufara ha presentato una interrogazione per chiedere alla Giunta di Palazzo Donini di intraprendere le azioni necessarie per assicurare il rispetto della legge sulla sicurezza sul lavoro nel polo siderurgico ternano.

La Giunta regionale spieghi quali “azioni intende intraprendere nei confronti della proprietà dell’Ast di Terni e della sua dirigenza aziendale per accertare le reali condizioni di lavoro presso il polo siderurgico ternano, assicurare il rispetto della normativa in materia di sicurezza e coadiuvare, se necessario, l’azione inquirente della magistratura”. Lo chiede, con una interrogazione all’Esecutivo di Palazzo Donini, il capogruppo regionale del Prc – Fds Damiano Stufara.

Il consigliere regionale ricorda che “nei giorni scorsi si è avuta notizia a mezzo stampa della denuncia mossa da parte dell’azienda Misp Automation, già committente dell’Ast di Terni per la manutenzione termoidraulica delle centrali termiche del polo siderurgico ternano, in merito a presunte carenze tecniche e di adeguamenti alle normative di tali impianti, configurantesi come violazioni della normativa vigente in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.

Una denuncia preceduta, in agosto, da una specifica comunicazione da parte della stessa Misp Automation a Comune e Provincia di Terni, Asl, Istituto per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro, Vigili del Fuoco ed Arpa, nonché da una lettera dei lavoratori della società indirizzata al Prefetto ed ai Senatori ed ai Deputati eletti nella Regione Umbria”. Stufara rileva quindi che “secondo quanto riferito nella comunicazione, la società, dopo aver conseguito nel febbraio 2011 l’assegnazione dei lavori di manutenzione termoidraulica degli impianti, avrebbe mosso ripetutamente rilievi alla dirigenza dell’Ast in merito alle carenze tecniche e normative delle caldaie, sollecitando gli investimenti necessari per la messa in sicurezza, che tuttavia non avrebbero avuto luogo, secondo quanto attribuito alla dirigenza dell’Ast, per assenza di fondi.

Nel luglio del 2013 la Misp Automation, nel rimarcare le condizioni di rischio per la salute e l’incolumità della forza lavoro, avrebbe chiesto nuovamente tramite lettera alla dirigenza dell’Ast l’effettuazione degli investimenti necessari per la messa a norma degli impianti, stimati, secondo un’apposita perizia effettuata dall’azienda a proprie spese, in 115 mila euro per le normative di sicurezza e 65 mila per i certificati mancanti di prevenzione incendi, costituenti secondo la stessa Misp Automation le condizioni uniche e necessarie per l’assunzione, ai sensi della normativa vigente, del ruolo di terzo responsabile degli impianti”.

Il capogruppo di Rifondazione comunista a Palazzo Cesaroni aggiunge che “l’Ast, che secondo la ricostruzione della dirigenza della Misp Automation avrebbe chiesto al suo titolare la formale assunzione dell’incarico di ‘terzo responsabile’, in assenza degli investimenti richiesti avrebbe poi proceduto alla risoluzione unilaterale del contratto ed all’indizione di una nuova gara di appalto, senza invitare la Misp Automation. Fermo restando che l’accertamento di eventuali responsabilità civili o penali in capo all’Ast – evidenzia ancora Stufara – è responsabilità esclusiva della magistratura, è compito della politica operare al fine di assicurare il rispetto della legge, specie in una materia, quale la sicurezza nei luoghi di lavoro, di cui nel recente passato si è avuta proprio da parte della Thyssen Krupp, tutt’oggi socia di Outokumpu, proprietaria attuale di Ast, la gravissima violazione che ha dato luogo al rogo di Torino del dicembre 2007”.

“La questione della sicurezza – conclude – assume ulteriore risalto e centralità in una fase in cui va ridefinendosi l’assetto complessivo della siderurgia italiana e il ruolo dell’Ast, la cui salvaguardia nell’ambito della complessa trattativa in merito alla sua proprietà deve necessariamente ricomprendere anche il diritto dei lavoratori a svolgere il proprio lavoro al riparo da possibili danni alla salute e da eventuali, intollerabili pratiche ricattatorie”.

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