Sanità, incontro di Uil Fpl Perugia Umbria su responsabilità dell’oss

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Da sinistra Palmiro Riganelli, Stefano Villamena, Luca Barberini, Marco Cotone, Maria Vittoria Gobbo, Antonio Fiamingo

Il ruolo dell’operatore socio sanitario al centro dell’iniziativa organizzata a Perugia – Barberini: “Figura utile e indispensabile per la costruzione di un nuovo modello sanitario”

(umbriajournal by Avi News) – PERUGIA Chiarire l’importanza del ruolo dell’operatore socio sanitario e definire le sue responsabilità nel comparto della sanità pubblica. Questo il tema al centro dell’incontro organizzato da Uil Fpl Perugia Umbria in collaborazione con Enfap Umbria, ente regionale di formazione professionale del sindacato Uil, giovedì 24 novembre, al Perugia Plaza hotel. Alla conferenza dal titolo ‘Operatore socio sanitario del Terzo settore: il riparto delle responsabilità nell’attività socio-sanitaria’ hanno partecipato Marco Cotone, segretario regionale di Uil Fpl Umbria, Maria Vittoria Gobbo, segretario nazionale di Uil Fpl, Luca Barberini, assessore a salute e welfare della Regione Umbria, Palmiro Riganelli, responsabile di posizione organizzativa Formazione Usl Umbria 1, Stefano Villamena, docente di diritto amministrativo, e Antonio Fiamingo, responsabile dello studio legale di Uil Fpl.

Marco Cotone
Marco Cotone

Vogliamo che venga valorizzata la figura dell’oss – ha spiegato Cotone – che, con l’evoluzione giuridico normativa, da ausiliaria sta diventando centrale nei bisogni socio assistenziali del Paese. Avendo maggiori oneri è giusto che all’operatore gli venga riconosciuto un salario più alto che al momento è ‘fermo’ a causa del blocco della contrattazione nazionale. Inoltre, chiediamo che queste figure siano inquadrate in un contesto normo-giuridico più garantista per il lavoratore”.

Maria Vittoria Gobbo
Maria Vittoria Gobbo

Come sindacato – ha aggiunto Gobbo –, siamo pronti a dare il nostro contributo. Uno dei problemi di questa figura lavorativa è la diversità con la quale si è sviluppata sul territorio nazionale in questi quindici anni dalla sua istituzione. Manca ancora un’omogeneità delle sue funzioni causata in parte dal blocco della contrattazione nel settore pubblico, in parte dalla mancanza di un progetto per l’inserimento di questi lavoratori. Occorre, dunque, un nuovo modello organizzativo che tenga conto della loro presenza per consentire una migliore assistenza in affiancamento a medici, infermieri, ostetrici e ausiliari. C’è da notare, inoltre, che questa figura, benché nel nome abbia l’attribuzione socio sanitaria, è inserita in un ruolo tecnico che è una contraddizione in termini”.

“Quella dell’oss – ha dichiarato Barberini – è una figura utile e indispensabile per la costruzione di un nuovo modello sanitario. Guardo con la giusta attenzione a iniziative come quella di oggi che vengono portate avanti da un sindacato vivace con cui ci confrontiamo quotidianamente per cercare di costruire un modello sanitario sempre più vicino ai bisogni dei nostri concittadini”.

Rossana Furfaro

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