Sangemini, Norda definitivamente fuori: il futuro nelle mani delle banche

Lavoratori Sangemini(umbriajournal.com) SAN GEMINI – Non si conosce quale è l’esito del incontro con i vertici regionali, quel’è sarà il futuro di 136 lavoratori e le loro famiglie. I lavoratori della San Gemini sono arrivati a Perugia, in autobus, direttamente dal piazzale della stabilimento che stanno presidiando da martedì. «La vostra superbia e incapacità non cancelleranno 123 anni di storia», recita uno striscione che ricorda come il marchio esista fin dal 1890; mentre su un altro si legge: “Altre 136 famiglie sulla coscienza. Vergogna!”, perché 136 sono i posti di lavoro – quelli diretti, a cui se ne deve aggiungere un altro centinaio a rischio.
I vertici regionali, quelli sindacali e aziendali hanno poco tempo per trovare una soluzione: sabato scade l’ultimatum del tribunale e martedì, se non accade nulla di nuovo, la Sangemini potrebbe essere dichiarata fallita: “Un’ipotesi che vogliamo scongiurare tutti i costi – dicevano i rappresentanti sindacali prima di entrare in Regione – perché se questa ipotesi può essere un normale passaggio procedurale per l’impresa, non lo sarebbe certamente per le persone in carne ed ossa che noi rappresentiamo”.
Una certezza, che sarebbe emersa dalla riunione in corso alla Regione, alle 17 è entrata in scena l’attuale proprietà, è quella relativa al definitivo disimpegno del gruppo Norda, che avrebbe confermato di non aver riscontrato, dopo l’esame della documentazione, nessuna possibilità di dar seguito alla trattativa che avrebbe potuto portarla a rilevare, con la formula dell’affitto del ramo d’azienda, nella gestione di Sangemini.

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