Provincia di Perugia, Rsu al sottosegretario Delrio: a rischio il bilancio dell’ente, gli stipendi e i servizi ai cittadini

La RSU della Provincia di Perugia sente il dovere di rappresentare al Sottosegretario Delrio la situazione in cui si trovano le lavoratrici e i lavoratori dell’Ente, purtroppo in compagnia di tutte le lavoratrici ed i lavoratori delle Province d’Italia.

Siamo infatti in presenza di uno stridente e contraddittorio disallineamento tra le previsioni della legge 56/14 ed i contenuti della legge di Stabilità, fatto questo che continua a creare enormi problemi di gestione del personale, con la logica conseguenza, se non interverranno tempestivamente i necessari correttivi, di un taglio ingiusto ed indiscriminato dei servizi ai cittadini.

Allo stesso tempo, sul versante regionale, la situazione è resa ulteriormente complicata dal fatto che la Giunta regionale umbra ha adottato un disegno di legge (che l’Assemblea legislativa dovrebbe esaminare e votare entro il mese di marzo) che si limita a definire le sole funzioni destinate a tornare in capo alla Regione tra quelle già delegate alle Province, senza fissare né i criteri relativi al riallocamento del personale, né le risorse finanziarie necessarie a dare copertura, rispettivamente, alle funzioni di cui la Regione si riappropria e a quelle che rimangono nella competenza della Provincia, come invece altre Regioni hanno già previsto con la propria normativa.

Così facendo, la Giunta regionale ha praticamente rinviato a dopo lo svolgimento delle elezioni regionali l’adozione delle scelte più rilevanti, aggiungendo ulteriori elementi di indeterminatezza sui contenuti e sui tempi di completamento della riforma e sottraendo di fatto tali scelte al giudizio dei cittadini umbri.

La RSU della Provincia di Perugia ritiene assolutamente prioritario che venga fatta chiarezza, sia a livello nazionale che a livello regionale, su alcuni temi dai quali dipendono non solo i destini del personale coinvolto, ma la possibilità stessa di dare continuità all’erogazione di servizi essenziali per la comunità: gestione delle politiche attive del lavoro (formazione professionale e Centri per l’impiego); gestione e manutenzione della viabilità regionale; polizia locale. In attesa del completamento della riforma, viene oggi chiesto alla Provincia di Perugia di continuare a garantire comunque tali funzioni, ben sapendo che il bilancio provinciale è stato via via prosciugato dai continui tagli operati dai Governi centrali e, da ultimo, dal mancato desanzionamento del Patto di stabilità per le Province.

È evidente che in mancanza di risposte concrete e risolutive, su questi e su altri temi collegati, per la Provincia di Perugia sarà impossibile poter approvare entro i termini di legge il proprio bilancio, garantire i servizi ai cittadini e assicurare la continuità dello stipendio ai propri dipendenti.

La RSU della Provincia di Perugia chiede al Governo Renzi di chiarire in modo esplicito se l’obiettivo che esso persegue sia quello di mandare in totale dissesto le Province, visto che i dipendenti di alcune Amministrazioni già da mesi lavorano senza percepire più alcuno stipendio!

Riteniamo che di fronte alla gravità della situazione non si possa continuare con le politiche del rinvio e con gli atteggiamenti di pericolosa sufficienza nei confronti di critiche e di proposte costruttive, più volte portate all’attenzione dell’esecutivo nazionale e di quello regionale non solo da parte dei rappresentanti dei lavoratori, ma anche da parte degli stessi Presidenti delle Province, consapevoli dell’insostenibilità complessiva del sistema come è stato attualmente ridisegnato e del rischio sempre più concreto per il futuro dei propri dipendenti.

La RSU della Provincia di Perugia fa appello al Sottosegretario Delrio, nella sua veste di ispiratore della legge 56/14, affinché il Governo intervenga a correggere le incongruenze che la legge di Stabilità ha determinato nella legge di riforma istituzionale, prendendo atto che senza tali correttivi è forte il rischio di peggiorare il quadro istituzionale generale, di ridurre in efficacia ed efficienza i servizi erogati alla comunità locale, accrescendone la sfiducia nei confronti delle istituzioni, di penalizzare in modo ingiusto migliaia di lavoratrici e di lavoratori colpevoli unicamente di aver servito e di continuare a servire, nonostante tutto, con impegno, professionalità e correttezza i cittadini e il nostro Paese.

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