Polizia locale, niente sicurezza senza risorse

Non può esserci sicurezza per i cittadini dell’Umbria se non c’è sicurezza per gli operatori della polizia locale. È questo il grido d’allarme lanciato oggi, 21 maggio, dalla Fp Cgil dell’Umbria in una conferenza stampa nella quale sono intervenuti rappresentanti dei lavoratori della polizia locale di alcuni importanti Comuni dell’Umbria (Perugia, Terni, Spoleto) e della Provincia di Perugia.

Prima di tutto c’è il nodo dei continui tagli nei bilanci dei Comuni, che hanno portato a scelte politiche – afferma la Fp Cgil – piuttosto discutibili. “I servizi rivolti alla persona, da quelli educativi, a quelli del sociale, fino appunto alla sicurezza, hanno subito una dequalificazione molto pesante – hanno spiegato Vanda Scarpelli e Silvia Pansolini, per la segreteria Fp Cgil Umbria – comportando serie difficoltà operative per i lavoratori pubblici delle nostre amministrazioni”. Da tempo, sottolinea la Fp, gli operatori chiedono ascolto e avanzano proposte, senza avere però risposte adeguate, subendo al contrario scelte politiche unilaterali in contrasto con i loro interessi e con quelli dei cittadini.

Da ultimo, ad esempio, il Comune di Perugia ha adottato una delibera di giunta, “in contrasto con la legge regionale sulla polizia locale”, denuncia la Fp, che limita soltanto ad alcuni servizi l’obbligo di pattugliamento in coppia da parte degli agenti di polizia municipale. Una decisione fortemente contrastata dal sindacato e dagli stessi lavoratori di polizia.

Le testimonianze dirette degli operatori intervenuti nella conferenza stampa testimoniano un forte disagio: “Abbiamo una carenza di organici ormai insostenibile – hanno spiegato Lorenza Coraggi, della polizia municipale di Perugia, Alberto Bonifazi, di quella di Terni e Moreno Antonini di quella di Spoleto – alla quale si somma una obsolescenza degli strumenti e dei dispositivi di sicurezza in dotazione”.

Numeri alla mano la situazione appare assolutamente preoccupante: a Perugia sono 126 gli agenti di polizia municipale operativi sul territorio comunale contro i 233 previsti dalla normativa regionale; a Terni 103 (di cui solo 64 effettivi su strada), contro i 164 previsti; a Foligno 43 contro 80; a Spoleto 32 contro 54; a Città di Castello 27 contro 57.
Al contempo, l’età media degli operatori sale a causa del mancato turnover: a Perugia è arrivata a 51 anni, a Terni addirittura a 53.

Una situazione che si scontra pesantemente con il contestuale cambiamento della professione che viene imposto agli operatori. “Siamo sempre più chiamati a supplire alle carenze degli altri corpi di polizia, anche loro falcidiati dai tagli – hanno spiegato gli agenti – e quindi interveniamo in caso di risse, scippi, TSO, oltre che, naturalmente, nella gestione del traffico e per gli incidenti stradali”.

La mancata manutenzione dei mezzi è un altro problema molto sentito: “Giorni fa è successo che una nostra macchina è rimasta in panne sulla E45 – hanno raccontato gli operatori di polizia municipale – un fatto già grave in sé, ma reso ancora più preoccupante se si pensa che quell’auto era di scorta ad un’ambulanza per un TSO diretto all’ospedale di Fano, visto che a Terni non c’era disponibilità”.

Non se la passa meglio la polizia provinciale e non solo per la grave incertezza sul futuro determinata dal riordino istituzionale. “I nostri agenti – ha spiegato Giovanni Roccatelli, segretario aziendale Cgil per la Provincia di Perugia – sono chiamati a svolgere compiti di sicurezza, che non gli appartengono, per tappare le falle di un sistema che non regge più. E inevitabilmente lo fanno senza la necessaria formazione e competenza, visto che la polizia provinciale ha una missione molto diversa da quella degli altri corpi”.

In questa situazione a rimetterci sono in primo luogo i lavoratori – afferma la Fp Cgil – ma anche i cittadini, che vedono scadere la qualità dei servizi offerti dalle amministrazioni.

E allora la richiesta del sindacato è quella prima di tutto di poter discutere ed aprire un confronto sui bilanci preventivi dei Comuni. “Di promesse e annunci ne abbiamo sentiti tanti – hanno concluso i rappresentanti della Fp Cgil – ma vorremmo conoscere i numeri e vedere impegni precisi, messi nero su bianco, e con date certe. Ne va della sicurezza delle nostre città e degli operatori che devono garantirla”.

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