Perugina Nestlé, incontro al Mise riconvocato il 27 settembre, Marini, grazie a viceministro [FOTO E VIDEO]

Il tavolo di confronto è stato riconvocato dal sottosegretario Teresa Bellanova al 27 settembre prossimo

Perugina Nestlé, incontro al Mise riconvocato il prossimo 27 settembre

Perugina Nestlé, incontro al Mise riconvocato il prossimo 27 settembre

PERUGIA – Accogliamo con favore l’apertura del tavolo presso il Mise e la disponibilità del Ministero e del Viceministro Bellanova rispetto alla vertenza Perugina, nel mettere a disposizione strumenti ed interventi pubblici per rafforzare la tenuta industriale del Piano dell’Azienda. Purtroppo, al momento sono preoccupanti le dichiarazioni dell’Azienda. Ad aprile 2016 avevamo convenuto e sottoscritto un accordo che prevedeva un Piano di rilancio per la Perugina, in un percorso che contemplava anche il ricorso ad ammortizzatori sociali, ma che certo non prevedeva i 340 esuberi presentati il 9 maggio scorso da Nestle’. I volumi previsti dal Piano Industriale alla base dell’accordo nelle condizioni attuali non sono sufficienti a sostenere il piano stesso.

Chiediamo pertanto che il Piano dell’aprile 2016 sia rispettato e attuato in tutte le sue parti, a partire da un rilancio dell’export, dal brand del Bacio e si torni in un confronto di merito a tutela delle professionalità e dei livelli occupazionali utilizzando tutti gli strumenti di legge e contrattuali. Inoltre, questo Piano, per dare effettivamente i frutti e centrare gli obiettivi che avevamo sottoscritto nel 2016, ha bisogno di un tempo maggiore di 18 mesi, poiché a giugno 2018 finiranno gli ammortizzatori sociali. Il tavolo presso il Ministero dello Sviluppo Economico è stato riconvocato nuovamente per il 27 settembre.

“L’incontro di oggi è stato particolarmente importante e ringrazio il ministero dello Sviluppo Economico e la viceministra Teresa Bellanova per aver convocato questo Tavolo. Un Tavolo che avevamo chiesto affinché fosse il luogo del confronto, con un approccio che è quello di costruire un percorso industriale per lo stabilimento della Perugina, la realtà industriale più significativa di Perugia, che non dovrà rappresentare solo la sua storia al passato, ma il futuro”: lo ha affermato la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, al termine della riunione che si è tenuta stamani al Mise per affrontare il futuro dello stabilimento della Perugina nel capoluogo umbro. “Dunque ciò che dobbiamo fare è lavorare – ha proseguito la presidente – affinché vi sia una prospettiva industriale e non ragionare solo di esuberi e ammortizzatori sociali. Questo è ciò che dovremo fare da qui al 27 settembre, – data in cui è stato riconvocato il Tavolo al Mise -, facendo ciascuno la propria parte. Per questo, è fondamentale la disponibilità delle istituzioni, del Governo, della Regione e degli Enti locali, nel mettere a disposizione strumenti e risorse pubbliche, purché queste servano a sostenere una prospettiva e una strategia industriale che guardi anche all’aumento dei volumi produttivi della fabbrica di San Sisto e per garantire occupazione”.  “Ci attendiamo dunque dalla Nestlè – ha concluso la presidente Marini – che aggiorni il piano industriale e di verificare ogni possibile opportunità che scongiuri lo snellimento dello stabilimento. Chiediamo questo, ben consapevoli del fatto che Nestlè è multinazionale, ma in Umbria siamo abituati a considerare le multinazionali degli interlocutori che possono rappresentare un’opportunità e non un peso”.

“Rispetto alla vertenza Perugina-Nestlè, approdata stamani al tavolo del Mise, appare piuttosto positivo l’approccio del Ministero, che da un lato richiama l’azienda al rispetto del piano industriale sottoscritto appena un anno fa e dall’altro sottolinea il nesso tra marchio, prodotto e territorio”. Così, in una nota, il segretario del Pd Umbria Giacomo Leonelli, che questa mattina ha partecipato al presidio promosso dai lavoratori davanti ai cancelli della fabbrica di San Sisto. “Ho voluto esserci – spiega – per ribadire il sostegno ai lavoratori in una trattativa che deve mettere al primo posto la tutela della fabbrica, della produzione e dell’occupazione, che non possono essere vittime incolpevoli delle strategie della multinazionale. In questo le istituzioni – Governo, Regione e Comune – devono fare ciascuna la propria parte, mettendo in campo tutte le risorse e le proposte necessarie per risolvere positivamente la vertenza. Accanto all’impegno delle istituzioni, però, serve un coinvolgimento emotivo della città, che non può essere distratta, voltarsi dall’altra parte o relegare le trattative ai sindacati, ma deve essere parte attiva di questa vertenza, fare della Perugina un punto di orgoglio e partecipare per il futuro della sua fabbrica”. “Ovviamente anche il Pd farà la sua parte – conclude Leonelli. Nelle scorse settimane abbiamo a più riprese incontrato le Rsu e prodotto atti in consiglio regionale; abbiamo organizzato, nei prossimi giorni, un incontro con il vice ministro Bellanova e i rappresentanti dei lavoratori per fare il punto della vertenza e mettere in campo tutti gli strumenti necessari per affrontare al meglio il percorso che abbiamo davanti. E continueremo ad essere presenti e protagonisti perchè Perugina resti a tutti gli effetti la fabbrica di Perugia”.

Fabbrica “ferma” e adesione “massiccia” alla giornata di sciopero: riferiscono questo, stamani davanti ai cancelli della Perugina, i circa 70 dipendenti che presidiano l’ingresso dello stabilimento di San Sisto, per una mobilitazione che va avanti da ieri sera alle 21 e coprirà l’intera giornata di oggi odierna. Stamani “nessuno è entrato in fabbrica, a parte qualche addetto alle manutenzione o dipendenti delle ditte esterne non coinvolte nello sciopero”, ha riferito Andrea Roscini, della Rsu Perugina.

Salvaguardare i livelli occupazionali dello stabilimento della Perugina di San Sisto e attuare il piano industriale approvato: è quanto viene chiesto in una risoluzione presentata in Commissione lavoro alla Camera, dal gruppo Pd in commissione e dai parlamentari umbri del Pd. Lo ha reso noto il deputato Pd Giampiero Giulietti, presente stamani al presidio dei lavoratori davanti allo stabilimento della Perugina.

Intorno alle 7,30, quattro autobus con 200 operai a bordo (tutti con magliette con la scritta “I love Perugina No esuberi”) sono partiti per Roma, per un presidio sotto la sede del Mise. Sindacati (Flai Cgil, Fai Cisl, Uila Uil) e la Rsu Perugina ribadiscono il loro ”no” agli esuberi, la richiesta di far rispettare l’accordo firmato un anno fa dalla Nestlé per il rilancio della Perugina, con l’annuncio di investimenti per 60 milioni di euro, e di non lasciare soli i lavoratori una volta terminati, fra un anno, gli ammortizzatori sociali.

“L’adesione totale allo sciopero e la grande risposta delle lavoratrici e dei lavoratori che hanno raggiunto Roma in massa con i mezzi organizzati dal sindacato sono un primo messaggio forte e chiaro per Nestlé: la Perugina, la nostra fabbrica, non si tocca”. Così in una nota Vincenzo Sgalla, segretario generale della Cgil dell’Umbria.

“Già da ieri sera le lavoratrici e i lavoratori, full-time, part-time, stagionali, insieme alla Rsu stanno presidiando i cancelli, così come stanno facendo altre centinaia di loro compagni insieme a Cgil, Cisl e Uil sotto il ministero a Roma – continua Sgalla – una risposta forte anche a chi in questi mesi ha messo in discussione la credibilità del sindacato e il suo rapporto con i lavoratori e le lavoratrici di San Sisto. In questo momento, così importante per le sorti della fabbrica, di Perugia e dell’Umbria, l’unità è la vera forza che ci permetterà di far tornare Nestlé sui suoi passi”.

I lavoratori della Giunta Regionale dell’Umbria sostengono lo sciopero dei lavoratori della Perugina organizzato per oggi dai sindacati di categoria. La RSU aziendale sottolinea come in questo momento sia necessario che tutta la collettività umbra resti al fianco dei lavoratori e delle loro famiglie, fortemente preoccupati per il loro futuro.In particolare nella giornata di oggi, con l’incontro a Roma, nella sede del Ministero dello sviluppo economico (Mise) che si preannuncia fortemente delicata a causa delle posizione di chiusura fin qui tenuta dalla Nestlè che, smentendo il piano concordato nell’aprile del 2016, mette a rischio non solo il lavoro dei 340 esuberi annunciati, ma quello dello stesso storico stabilimento. L’augurio è che dall’incontro di oggi, invece, possa trovare nuovo slancio l’accordo dell’aprile del 2016 così da ridare tranquillità ai tanti lavoratori e alle loro famiglie. Se così non fosse, auspichiamo che tutta la collettività perugina e regionale, come in passato già fatto per altre situazioni analoghe, sia vicina, anche con azioni concrete di solidarietà alla lotta dei lavoratori della Perugina.

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