Perugia: Valerio Natili (Cisl): “Nel variegato mondo degli appalti una sola certezza, la concorrenza si fa sul costo del lavoro”

foto 15(umbriajournal.com) PERUGIA – Non c’è settore che tenga, dalla logistica alle pulizie, dalle mense agli ospedali fino al settore socio assistenziale, una sola stella guida le scelte delle stazioni appaltanti: risparmiare sul costo degli appalti e delle esternalizzazioni. In un momento complicato come l’attuale, in cui la produttività decresce senza sosta da almeno 5 anni e le risorse economiche messe a base d’asta nelle gare di appalto sono sempre minori sia nel settore pubblico che in quello privato, che si tratti di spostare merce all’interno di un magazzino della logistica di una grande azienda della distribuzione alimentare, oppure di assistere a domicilio una persona non auto sufficiente il verbo è sempre lo stesso, risparmiare risparmiare risparmiare.

Ma qualcuno, al di là dei diretti interessasti, o degli addetti ai lavori ha mai capito questi risparmi in cosa consistono?

In settori in cui, quello che si offre è per lo più esclusivamente mano d’opera o competenze professionali il risparmio è dato solo da una diminuzione delle retribuzioni dei lavoratori, e da un peggioramento delle condizioni degli stessi.

Visto che tale mondo è per lo più caratterizzato da aziende Cooperative, in cui il lavoratore è anche socio dell’azienda, stiamo assistendo sempre di più a cooperative che, pur di abbassare il costo del lavoro, al fine di rimanere competitive, non pagano le integrazioni previste dal CCNL per la malattia oppure eseguono azioni di declassamento professionale.

Tale fenomeno non è avulso dalla nostra regione, una regione in cui la presenza della cooperazione è da sempre rilevante e che nel tempo ha goduto di un sistema “garantito” da ingerenze esterne, per cui raramente si assisteva a cambi di appalto.

Oggi, il sistema che per molti anni ha garantito un po’ tutti (sempre poco i lavoratori) sta andando in crisi e cooperative di altre regioni hanno puntato gli occhi sul piccolo (ma corposo) mercato umbro.

Premettendo che la competizione è sacrosanta la Fisascat Cisl Umbria ritiene che tale competizione non possa essere giocata esclusivamente sul costo del lavoro, ma che la vera competizione debba essere fondata sulla capacità gestionale e sull’innovazione tecnologica.

Una competizione sul costo del lavoro determina esclusivamente condizioni di lavoro peggiori, servizi al ribasso ed un impoverimento del tessuto sociale già fortemente compromesso.

Nel contesto regionale umbro, in cui per anni il costo delle prestazioni socio assistenziali era calmierato per legge dal tariffario regionale (al rialzo), non si è mai sviluppata una contrattazione integrativa in grado di migliorare le retribuzioni minime previste dal CCNL di settore.

Per anni ci si è sempre dimenticati di incentivare una contrattazione di secondo livello in grado di recepire le specificità del posto e valorizzarle economicamente.

Abbiamo un esercito di soci-lavoratori, formati e competenti, retribuiti con salari al limite della sopravvivenza.

Non è certo facile, oggi, mettere al centro della nostra azione la questione salariale, che non essendo stata trattata nei momenti di crescita economica, difficilmente potrà essere recuperata nei momenti di recessione.

Oggi quello che serve è una seria azione di garanzia dei soci-lavoratori nel momento della loro massima debolezza (il cambio di appalto) e per fare questo si rende necessaria una forte azione da parte del sindacato nei confronti delle stazioni appaltanti ma anche e soprattutto tra i soggetti titolati a sviluppare una contrattazione di secondo livello che possa prevedere norme a tutela dei livelli occupazionali e delle retribuzioni nei cambi di appalto.

Valerio Natili
Il segretario generale regionale Fisascat Cisl Umbria

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