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PERUGIA, PUBBLICO IMPIEGO, VISITA PASTORALE ARCIVESCOVO BASSETTI

il participato incontro visita pastorale con lavoratori pubblico impiegoPERUGIA – Pur non avendo potuto partecipare l’arcivescovo Gualtiero Bassetti all’incontro già in calendario (14 febbraio) con i lavoratori del pubblico impiego (enti locali, scuola, sanità…) nell’ambito della Visita pastorale all’“ambiente del mondo del lavoro”, lo stesso appuntamento, data la presenza di più di cento lavoratori dei quali diversi hanno preso la parola, si è ugualmente svolto. Vi hanno partecipato mons. Fausto Sciurpa, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale del lavoro, il segretario generale regionale della Cisl Umbria Ulderico Sbarra e il componente della segreteria regionale Serena Sargenti, dirigenti dell’organizzazione sindacale che ha promosso questo incontro.

Mons. Sciurpa ha portato il saluto dell’arcivescovo impegnandosi a comunicare al presule le testimonianze dei lavoratori, sottolineando quanto mons. Bassetti sia molto attento e sensibile alle problematiche del mondo del lavoro. Mons. Sciurpa, ad apertura dei lavori, ha rivolto un particolare pensiero alla memoria delle due dipendenti della Regione Umbria, Daniela Crispolti e Marghera Peccati, vittime nel marzo 2013 di un «atto di un folle disperato», come ha ricordato, nel suo intervento, il lavoratore precario della Regione Alessandro Santibacci.
«Voi siete l’espressione dell’immagine della Pubblica amministrazione al servizio dei cittadini con tutte le difficoltà che il vostro lavoro comporta – ha commentato mons. Sciurpa –. Mi sento profondamente solidale con ciò che è emerso dai vostri interventi di una grande dimensione umana, che avrebbero non poco colpito il nostro arcivescovo. Come non condividere la sofferenza di quanti tra voi sono precari, ma anche di coloro che vivono con preoccupazione il proprio futuro. La Chiesa, oltre ad essere vicina e solidale, è portatrice di energia interiore, forza morale che stimoli la capacità dell’uomo di donarsi al prossimo. Uniti dobbiamo resistere alla deriva e al degrado della società e per questo occorre conservare la dignità di se stessi per arginare anche le contraddizioni di questo momento di crisi soprattutto valoriale. E’ necessario ridare centralità alla persona e questo è lo spirito con il quale mons. Bassetti è da sempre molto vicino al mondo del lavoro».

Serena Sargenti, nel farsi “portavoce” dei cento e più presenti all’incontro, ha detto: «non siamo lavoratori privilegiati, come inopportuni stereotipi ci definiscono, in quanto da anni subiamo blocchi contrattuali. Anche per questo spesso i lavoratori della Pubblica amministrazione faticano ad arrivare alla fine del mese. I dipendenti svolgono la loro attività nella stanchezza, in quanto non vengono valorizzati adeguatamente a causa dello scarso riconoscimento meritocratico. Le inefficienze del sistema pubblico, spesso causate da una burocrazia soffocante, ricadono sui dipendenti che si trovano ad essere bersaglio di cittadini insoddisfatti del servizio. Non dobbiamo dimenticare che la crescita del Paese dipende anche dall’efficienza della Pubblica amministrazione e da una formazione di qualità».

Su quest’ultimo tema si è soffermato il segretario generale Cisl Umbria Ulderico Sbarra, che ha sottolineato la priorità della “scommessa” della formazione per creare sviluppo e occupazione come avviene in altre realtà europee. Ha poi parlato del precariato, che in molti casi è storico (ci sono persone che lavorano in questa condizione da più di 15 anni). Questa situazione devastante, ha detto il segretario Cisl, è «frutto di una ricerca di consenso, anche politico, che crea inefficienze oltre che mortificare i lavoratori coinvolti. In questo momento di ristrutturazione della Pubblica amministrazione i processi devono essere governati, con il coraggio del protagonismo, in modo da salvaguardare il lavoro». Sbarra ha anche fatto riferimento a quanto detto recentemente da mons. Bassetti sulla grave situazione di povertà che sempre più pesa sul ceto medio, con il rischio, se non si interviene a livello legislativo, di arrivare alla miseria. «Siamo di fronte ad un processo nel quale anche la classe media risente del dilagare della povertà – ha commentato il segretario Cisl –. Anche per questo si rende sempre più urgente modificare il sistema economico regionale, che deve basarsi sulla creazione di ricchezza e quindi sulla produzione». Sbarra, avviandosi alla conclusione, ha fatto appello alla Chiesa, come «ente morale», affinché «argini la dispersione di valori in essere per ridare centralità alla persona in un’ottica di bene comune».

Tra i lavoratori del pubblico impiego intervenuti, la prof.ssa Annarita Caponera, docente di Scuola superiore, che ha sottolineato l’importanza di riscoprire il ruolo sociale del corpo decente, che deve sempre di più lavorare in sinergia con le famiglie e le agenzie educative presenti nel territorio per il bene degli studenti, che sono i cittadini di domani.

Per il Coordinamento dei precari regionali, è intervenuto Alessandro Santibacci: «il concetto stesso di precariato per noi appare un “lusso”, nel senso che per lo Stato italiano il “precario” è un lavoratore a tempo determinato, mentre il lavoratore inquadrato con forme atipiche di contratto, come le collaborazioni continuate e collaborative, non gode nemmeno di questo “status” sociale e cioè di essere considerato un precario».

Il dipendente della Provincia di Perugia Michele Ragni, esemplificando lo stato d’animo e di amarezza di circa 57 mila lavoratori delle Province italiane, ha auspicato «un futuro che ci porti nuove opportunità e che sia rispettoso delle esigenze e delle necessità reali della popolazione, dove le disuguaglianze sociali siano meno marcate e il lavorare all’interno di un ente pubblico non sia solo sinonimo di chissà quale colpa, errore o altro».

Il dirigente scolastico Jacopo Giovanni Tofanetti ha portato la sua testimonianza evidenziando una «grande freschezza ed entusiasmo» nel corpo docente della Scuola primaria che dirige, ma coglie da parte dello Stato «tanta miopia ed autoreferenzialità». Tofanetti, al riguardo, ha fatto riferimento alla «dimostrazione matematica ed economica sulla scommessa formativa».

L’ostetrica Daniela Berrettoni ha richiamato l’attenzione sul «diritto al lavoro che non può avere un significato e un fondamento solo economico, ma anche e soprattutto etico e spirituale – ha precisato –. Questo è un aspetto da non sottovalutare se si vuole evitare una regressione sociale indegna di un Paese civile che poggia sulla certezza che noi siamo una “Repubblica fondata sul lavoro”». La dipendente pubblica ha poi auspicato di non «rassegnarci ad un sistema economico che produce disoccupazione, emarginazione e diseguaglianze» ed ha apprezzato molto l’impegno della Chiesa e della Cisl «nel difendere il diritto al lavoro di tutti».

Prossimo incontro con il mondo del lavoro programmato nell’ambito della Visita pastorale di mons. Bassetti, sarà quello con gli operatori del “Terzo settore”, lunedì 17 febbraio (ore 16), presso la sede di ConfCooperative (via della Pallotta, 12) in Perugia.

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