Perugia, Pasqua, Cardinale Bassetti, messaggio augurale ai dipendenti della Nestlé – Perugina

Foto di Franco Mariani
Foto di Franco Mariani
Foto di Franco Mariani
PERUGIA – Dall’Ospedale “Santa Maria della Misericordia” in Perugia, dove sono ricoverato per accertamenti a seguito di un improvviso processo infiammatorio, rivolgo alle maestranze e ai dirigenti dello Stabilimento Nestlé – Perugina di San Sisto il messaggio augurale che avrei loro espresso, il 15 aprile, durante la tradizionale celebrazione eucaristica in preparazione alla Santa Pasqua nei locali della loro fabbrica. Sarà il parroco don Claudio Regni a sostituirmi nel presiedere la Santa Messa.
Colgo anche l’occasione per ringraziare e tranquillizzare quanti mi sono stati vicino durante il mio ricovero ospedaliero. Ritornerò tra voi dopo Pasqua, presso la vostra mensa, per un incontro.
Carissimi, sto pregando per voi alla vigilia di un importante confronto tra le organizzazioni sindacali, i rappresentanti della Confindustria e i manager della multinazionale Nestlé; incontro che si terrà nella nostra città, il 16 aprile, che riguarda il futuro di 600 lavoratori a tempo pieno dello stabilimento Perugina di San Sisto a rischio “cassa integrazione a rotazione”. Nella stessa situazione si trovano altri circa 400 dipendenti del Gruppo Nestlé Italia che lavorano negli stabilimenti di Frosinone e Parma. A rischio ci sono quasi mille posti di lavoro, quindi un migliaio di famiglie che si apprestano a vivere questa Pasqua con tante incertezze, preoccupazioni e sofferenze.

Sono spiritualmente vicino a tutti questi lavoratori, la cui età media è di 45 anni; il 90% di loro ha famiglia e in alcuni casi marito e moglie lavorano nello stesso stabilimento. Da quattro anni, a causa del calo dei volumi di produzione e dell’acuirsi della crisi economica, non pochi lavoratori sono sottoposti a periodi di non lavoro, ricorrendo agli ammortizzatori sociali come la cassa integrazione e i contratti di solidarietà.
Ritengo necessario, come ho più volte ripetuto, secondo la Dottrina sociale della Chiesa, che il sistema economico, sostenuto dalle finanze, riporti al centro il lavoro. Se manca il lavoro, come afferma Papa Francesco, la dignità dell’uomo viene ferita. Il denaro, il capitale non possono essere l’idolo a cui tutto ruota attorno, dignità dell’uomo e della famiglia comprese. Perciò esorto i diversi soggetti politici, sindacali, manageriali a favorire il bene comune, che è in ultima analisi il bene delle centinaia di lavoratori a rischio.
Occorre una grande solidarietà da parte del lavoratori perché le difficoltà si superano soltanto insieme, ma al tempo stesso occorre lungimiranza, creatività e generosità da parte di coloro che dirigono l’impresa se vogliono ridare alla nostra Perugina – Nestlé un futuro di fiducia e di speranza.

Per il buon esito di queste trattative, volentieri ho offerto ed offro al Signore le sofferenze di questi giorni di degenza in ospedale. Quando, a Dio piacendo, tornerò in mezzo a voi vi porterò i miei auguri di Pasqua nella luce di Cristo risorto, ma spero che potremo anche gioire nella consapevolezza che qualcosa di nuovo sta maturando per la nostra cara Azienda, che è tra le eccellenze della produttività perugina.
La mia speranza è consolidata anche da quanto è avvenuto recentemente per una nota realtà produttiva di Tavernelle facente capo ad un’altra multinazionale, la Trafomec, che ha garantito il prosieguo dell’attività nella sua sede umbra in modo da salvaguardare 120 posti di lavoro.

Print Friendly, PDF & Email

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*