PERUGIA, GIOVANI E LAVORO: PARTE IL PROGRAMMA YOUTH GUARANTEE

Youth Guarantee
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(umbriajournal.com) PERUGIA – Il Vice Presidente della Provincia di Perugia Aviano Rossi, insieme al Dirigente dell’area Lavoro-Formazione-Europa Adriano Bei, ha partecipato oggi all’incontro che si è tenuto a Roma presso la sede dell’UPI nazionale, finalizzato ad illustrare il percorso operativo di attuazione dello “YG – Youth Guarantee” a livello nazionale. Lo YG é un programma nazionale per la promozione dell’occupazione dei giovani, promosso dalla Commissione Europea. Per Rossi, intervenuto all’incontro, il problema della disoccupazione giovanile non è il problema più importante a livello occupazionale, visto che riguarda il 30% dei disoccupati.

“Da un punto di vista sociale – spiega Rossi – il giovane é spesso sostenuto da una famiglia e quindi gli si pone un problema di prospettiva, ma la posizione è ben diversa da chi invece non ha un lavoro, ma una famiglia da sostenere. Vero é che i dati del 2012 sono sconcertanti e prestare attenzione ai giovani significa occuparsi del futuro del paese”. Basta considerare che in Italia il tasso di abbandono dei percorsi di istruzione e formazione dei giovani tra 18 e 24 anni é pari al 17,6%, quartultimo posto in Europa e lontano dal 12,8% della media europea, con un obiettivo YG del 10%. Nella comprensione della lingua, in matematica e nelle scienze i 15enni scolarizzati italiani sono significativamente al di sotto della media OCSE; dato che, insieme alla dispersione scolastica, costituisce un grave pregiudizio alla loro occupabilitá, progressione sociale, carriera ed alla vita sociale e civica. I giovani italiani sono in media meno scolarizzati dei coetanei europei.

I giovani disoccupati italiani raggiungono la percentuale del 35%, contro la media europea del 22,8%. Se dal punto di vista delle politiche del lavoro è quindi legittimo prestare attenzione all’occupazione giovanile, pur non trascurando il problema degli adulti disoccupati, più preoccupante è il tema della governance di questa materia. Emergono infatti le difficoltà derivanti da un concreto e finanziato intervento governativo per le politiche del lavoro, la regionalizzazione delle politiche del lavoro che agiscono spesso in maniera non coordinata con gli organi centrali e con le Province, che però sono formalmente titolari dei centri per l’impiego che concretamente erogano le politiche del lavoro.

“In questa fase difficile – conclude Rossi – sarebbe opportuno uscire da posizioni demagogiche sulle Province, pensando di gestire la materia delle riforme istituzionali in maniera meno improvvisata, consentendo cosí un approccio fattivo e pragmatico, evitando che ancora una volta le lungaggini derivanti da atti che devono essere predisposti da coloro che spesso non conoscono il contesto e che, ritardandone i provvedimenti, spesso finiscono per determinare l’inutilizzabilitá dei fondi stanziati”.

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