PERUGIA, EDITORIA FNSI E ASU, BASTA PENSIONATI IN REDAZIONI UMBRE

PENSIONE
Nei giorni scorsi si è riunito il Direttivo dell’Associazione stampa, a cui ha partecipato anche il consigliere nazionale per l’Umbria dell’Unione nazionale giornalisti pensionati UNGP, Enzo Ferrini, che ha informato il Direttivo delle posizioni emerse durante il Consiglio nazionale dell’UNGP del 9 ottobre scorso, anche alla luce del negoziato tra FNSI e FIEG per il rinnovo del contratto di lavoro giornalistico. Durante la riunione è stata inoltre affrontata la questione della presenza di giornalisti pensionati nelle testate umbre, la cui prestazione è assimilabile a lavoro dipendente.

 

A tal proposito l’ASU richiama l’attenzione delle redazioni, dei fiduciari e dei Cdr affinché segnalino al Sindacato dei giornalisti umbri presenze “abusive” in redazione così da attivare tutte le previste azioni di carattere ispettivo. A tal proposito ASU e UNGP richiamano l’attenzione dei colleghi sulla nota inviata a CDR e fiduciari dal Segretario della FNSI, Franco Siddi, in cui si evidenzia che “la situazione di difficoltà per l’occupazione giornalistica è nota a tutti. I piani di riorganizzazione e ristrutturazione con proposte di riduzione di organico continuano ad arrivare sul tavolo del confronto sindacale senza soluzioni di continuità. Il prepensionamento è uno dei canali più “sfruttati” per alleggerire la tensione sociale nei momenti di difficoltà e di riorganizzazione aziendale. Allo stesso modo funziona, nelle ricadute sociali, qualche progetto di esodo anticipato verso la scelta libera della pensione. In entrambi i casi, spesso, i colleghi pensionati stabiliscono rapporti di prosecuzione di una qualche forma espressiva dell’attività professionale, coerente con la natura di una professione che non si smette mai di praticare.

 

Sempre di più però – stando a diverse segnalazioni critiche e evidenze pubblicamente trasparenti nella lettura quotidiana dei giornali – capita che colleghi a qualsiasi titolo collocati in quiescenza appaiano ordinariamente e continuativamente a lavoro nella stessa testata rispetto alla quale avevano dichiarato cessata l’attività, conseguendo così il diritto a ricevere l’assegno di pensione. La Fnsi, l’Asu e il gruppo dei giornalisti pensionati dell’Umbria ricordano dunque che “chiunque svolga un lavoro assimilabile ad una prestazione subordinata, per continuità, per incarico gerarchicamente ricevuto, per attività in redazione o all’esterno, ma con chiaro collegamento organico con la redazione, deve essere reiscritto alla Gestione Principale dell’Inpgi e assoggettato alle regole sui limiti di cumulo previsti dall’Istituto. L’inserimento ordinario nell’attività redazionale dà luogo ad un nuovo calcolo degli organici redazionali stessi.

 

Di conseguenza, in occasione dell’esame di piani di riorganizzazione che contengono proposte di riduzione dell’organico, gli organismi sindacali – a cominciare dai Cdr – sono vivamente pregati di far osservare che i presunti “esuberi” richiesti dall’azienda vanno immediatamente ridotti di un numero pari ai colleghi pensionati occupati irregolarmente, ma evidentemente non ritenuti soprannumero. Non solo: è opportuno segnalarli all’Inpgi (ma è bene anche al Sindacato regionale e Nazionale) perché si possa procedere alla verifica ed al recupero dei contributi omessi e dovuti per tutti questi casi. Analogo rigore va posto nella attuazione dei piani di cassa integrazione e nei contratti di solidarietà”.

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