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Isa Bastia Umbra: la risposta della Cisl a Confindustria

154742_isabastia_ralf(UJ.com3.0) PERUGIA – E’ paradossale che una associazione seria, come Confindustria, affronti con estrema superficialità una problematica molto seria presente nell’Azienda Isa di Bastia Umbra, che ha radici molto profonde e non è riconducibile solo al fatto che oggi in maniera pretestuosa e strumentale si utilizza per ridimensionare un atto gravissimo di violazione dei diritti dei lavoratori avvenuto nella stessa. Vogliamo ricordare, inanzittutto, a Confindustria che la Cisl non ha cambiato nè strategia nè pelle, e lo dimostra soprattutto con quello che sta avvenendo in questi giorni non rinunciando a difendere i diritti dei propri iscritti e dei lavoratori, e non di “un gruppetto sparuto”. Senza mai dimenticare che le aziende devono però lavorare in condizioni di flessibilità, ma sicuramente sana flessibilità. Il ricorso alla via legale, avvenuta all’azienda Isa, è la risposta estrema ad una assoluta mancanza di disponibilità al dialogo, al confronto, alla contrattazione che dentro quell’azienda si respira ormai da molti mesi nei confronti della nostra sigla sindacale.

Il ricorso legale ha lo scopo, infatti, di difendere dal licenziamento un lavoratore delegato della Cisl che proprio in merito all’applicazione di un accordo sulla flessibilità, che contravviene alla normativa contrattuale dalla Cisl tra l’altro non firmato, è stato colpito da due provvedimenti disciplinari prima ancora della firma dell’accordo stesso. Anche in questo caso la Cisl, non rinunciando mai alla ricerca di un tavolo negoziale, ha tentato proprio nei giorni scorsi nella sede di Confindustria con l’azienda di trovare una soluzione mediata, rispetto alla questione in maniera da rendere possibile l’interruzione dell’azione legale, che ad oggi non ha ancora prodotto effetti e che ancora potrebbe produrli grazie ad una proroga concessa.

Questo serve a spiegare quanto la Cisl crede nel valore delle relazioni negoziali, ma quanto pretende rispetto ai tavoli per quello che rappresenta e per i propri delegati nei posti di lavoro. Proprio quello che non avviene alla Isa di Bastia.
Questo per ribadire che se c’è una parte sociale sensibile alla gravità della crisi, quella è sicuramente la Cisl a livello regionale e anche territoriale.
Invitiamo pertanto Confindustria e l’azienda che rappresenta ad abbassare i toni per poter lavorare in maniera proficua con la Cisl e i propri delegati nell’azienda Isa proprio come avviene nelle altre aziende del territorio.
Noi siamo sempre gli stessi, forse gli altri cambiano.

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