Grifo Latte, dipendenti incontrano capigruppo Regione

Una delegazione di dipendenti della Grifo Latte nella mattinata odierna (2e settembre 2014) ha incontrato da poco prima delle 12, nella sala sindaci di Palazzo Cesaroni i capigruppo del consiglio regionale. I lavoratori sono in sciopero contro la decisione dell’azienda di esternalizzare la gestione del
magazzino. Nel corso del question time, l’assessore Vincenzo Riommi ha risposto ad un’interrogazione di Andrea Smacchi (Pd) sulla vertenza.

Il consigliere regionale Andrea Smacchi (Pd) ha chiesto all’assessore Vincenzo Riommi cosa intende fare la Giunta regionale per avere chiarimenti dalla Grifo latte circa la possibile esternalizzazione del magazzino di Ponte San Giovanni della società e sul futuro dei lavoratori, che sono in sciopero per tutelare il proprio posto di lavoro.

“Dopo la chiusura dello stabilimento di Osteria del gatto, quindi di Amatrice, dopo il mancato rinnovo dei contratti a tempo determinato e adesso anche una lettera che ‘freddamente’ anticipa l’esternalizzazione del magazzino di Ponte san Giovanni, azzerando le aspettative e le speranze dei dipendenti, forse possiamo dedurre – ha detto Smacchi – che sta finendo un ciclo e se ne apre uno più difficile, dove viene meno il ruolo anche sociale di questa azienda e con un clima di tensione tale che a qualche dipendente è stato fatto un ‘ripassino’ per evitare l’adesione allo sciopero dei 18 lavoratori, fra cui 3 categorie protette, che si vedranno arrivare lettere di mobilità e una possibile riassunzione senza garanzie contrattuali e di stipendio.

Ricordo che la Regione è intervenuta in favore dell’azienda per tamponare la crisi con un contributo di 500mila euro nel 2010, per cui si chiede a questo ente, che detiene il 21 per cento del capitale della Grifo latte, di contrastare la precarizzazione e i possibili travasi di una riorganizzazione aziendale, posto che quello di Ponte San Giovanni non è un magazzino come tanti altri e che in futuro i problemi potrebbero riguardare anche gli altri dipendenti”.

L’assessore Riommi ha detto che “al di là dell’episodio in questione c’è un insieme di atti e di comportamenti da chiarire per un’azienda di trasformazione che detiene il 90 per cento del mercato umbro e, come osservato correttamente nell’interrogazione, si pone anche un problema di prospettiva futura.

Fin dal momento in cui è esplosa la vicenda c’è stato un primo incontro con l’azienda e i sindacati, da cui non si è usciti con un sufficiente livello di approfondimento su livelli strategici e prospettive generali, a prescindere dalla questione dell’esternalizzazione del magazzino che, si ribadisce, non è mera attività strumentale ma parte del core business aziendale.

Siamo già attivati per la convocazione di un tavolo istituzionale alla presenza di tutta l’agricoltura, per capire se si può intervenire su questa scelta. Ci sono profili lavorativi da vagliare e l’interezza del personale da salvaguardare. Se si tratta di scelta strategica, non vale solo per Ponte San Giovanni, c’è rischio di altre situazioni simili. Non potendo entrare sul versante contrattualistico, proviamo a lavorare per il futuro sulla quantità e sulla qualità della presenza.

Abbiamo fatto scelte strategiche investendo sulla filiera del latte per farne un progetto solido, quindi la responsabilità sociale per il futuro va discussa e organizzata. Non si tratta di una semplice crisi aziendale. Stiamo definendo la data dell’incontro”.

Nella replica conclusiva, Smacchi ha ringraziato per la disponibilità e la sensibilità dimostrata dall’Esecutivo ed ha aggiunto: “questa prova di forza della Grifo latte evidenzia un atteggiamento presuntuoso e arrogante di cui non c’è davvero bisogno.

Ci preoccupa l’inizio di questa nuova fase in cui si parla solo di costi e di riduzione delle spese, scaricando tutto sul personale senza dare loro la possibilità nemmeno di dialogare.

Inoltre – ha concluso – rinnovo la richiesta di impegno alla Seconda commissione per discutere e capire quali sono le prospettive future dopo i contributi concessi all’azienda”.

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