Grifo Latte, contro licenziamenti e destrutturazione sciopero e presidio a Perugia

caseificio Norcia Gruppo Grifo Agroalimentare

PONTE SAN GIOVANNI – La prova di forza che sta portando avanti il Gruppo Grifo Latte rispetto al destino dei 18 lavoratori del magazzino di Ponte San Giovanni, assume sempre più il carattere di prova generale di una preoccupante destrutturazione del ruolo sociale che la cooperativa ha rivestito in questi anni rispetto al territorio umbro e rispetto alla collettività della piccola regione in cui agisce. I tanti soggetti che dipendono dai destini della cooperativa, a partire dai lavoratori e dalle centinaia di  grandi e piccoli allevatori che hanno scommesso sull’affidabilità dell’azienda, non possono all’improvviso essere trascinati in progetti non condivisi e in scelte per nulla coerenti con i percorsi stabiliti.

Il “ghe pensi mi” che sta caratterizzando la gestione e l’azione del management  sta creando un clima di tensione interno tale da mettere gli uni contro gli altri i dipendenti, i dirigenti e i componenti del consiglio. Tutto ciò a discapito della produttività e dell’efficienza di un’azienda la cui peculiarità principale stava nel patto di alleanza di tutte le componenti per il bene comune.

Oggi invece, con un tentativo nemmeno tanto velato, si sta cercando di mettere in contrapposizione i lavoratori tra di loro e gli interessi di questi contro quelli degli allevatori. Il messaggio è chiaro: si licenziano 18 lavoratori per recuperare risorse da destinare all’azienda e quindi utili da distribuire ai soci. Il lavoro di trasformazione come peso della filiera produttiva da poter sacrificare incuranti della qualità che si produce e dal valor aggiunto che ne deriva. La stessa scelta di un consulente esterno, il cui unico obbiettivo è quello di spremere all’osso le maestranze a discapito della qualità, la dice lunga sulla volontà di scaricare responsabilità non loro sui lavoratori dei tre siti produttivi: Ponte San Giovanni, Norcia e Colfiorito.

Dalle assemblee svolte nei posti di lavoro emerge un’insofferenza preoccupante e sempre più spunti di riflessioni vengono offerti in merito ai veri problemi che invece stanno indebolendo l’azienda.

Lo sciopero di martedì 23 settembre in difesa dei 18 lavoratori del magazzino e la testimonianza che vogliamo portare al consiglio regionale (presidio davanti a palazzo Cesaroni dalle ore 10.00 alle 12.00) dell’Umbria è un grido d’allarme affinché si accenda un faro sulle vicende del gruppo.

Ci rivolgiamo alle istituzioni per sensibilizzarle sulla gestione della cooperativa, sulle sue scelte e sulle prospettive future. Il nostro timore e anche quello dei tanti allevatori “soci conferitori” della cooperativa è quello che questo sia solo l’inizio di una destrutturazione che in futuro danneggerà si  le maestranze che loro stessi.

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