Gesenu: sciopero congelato, ma i sindacati preparano una mobilitazione più incisiva

img_società(UJ.com3.0) PERUGIA – Sciopero congelato alla Gesenu, ma soltanto per preparare una mobilitazione che nelle prossime settimane potrà essere ancora più incisiva, arrivando anche a proclamare due giornate di stop per la raccolta dei rifiuti. I sindacati dei lavoratori dell’azienda perugina di igiene ambientale, Fp-Cgil e Uiltrasporti, hanno illustrato stamattina, in una conferenza stampa, lo stato dell’arte della vertenza e hanno spiegato la scelta di chiedere ai lavoratori di non effettuare lo sciopero indetto per oggi, 6 maggio, in attesa di valutare gli sviluppi del confronto con l’azienda e di procedere, in caso di esito negativo, ad una nuova e più dura mobilitazione.

Ivano Fumanti, segretario generale della Fp-Cgil di Perugia e Stefano Cecchetti della Uiltrasporti dell’Umbria, hanno ribadito quelli che sono gli obiettivi del sindacato: difendere i salari dei lavoratori, compresi i premi di produttività, che non possono essere toccati per far fronte alle difficoltà in cui versa l’azienda e, soprattutto, preservare il patrimonio aziendale rappresentato da Gesenu, mettendo in sicurezza l’azienda e concordando con i sindacati stessi un piano aziendale in grado di rilanciarla (andando anche ad analizzare nel dettaglio la situazione delle conosciate, per capire se tra queste ci siano “zavorre” di cui l’azienda dovrà disfarsi).

Alla base della scelta di confermare formalmente lo sciopero, pur congelandolo di fatto, ci sono ragioni di carattere tecnico, hanno spiegato Fp-Cgil e Uiltrasporti. Il settore dell’igiene ambientale, infatti, è sottoposto alla normativa dei servizi pubblici essenziali che prevede, in caso di proclamazione di uno sciopero, un lungo percorso di preparazione (procedure di raffreddamento, tentativi di conciliazione, etc.), percorso che, nel caso di disdetta dello sciopero di oggi, sarebbe dovuto ripartire da zero. Invece, confermando, anche se solo formalmente, lo sciopero, i sindacati si sono lasciati la possibilità di procedere, come detto, ad una nuova mobilitazione, ben più incisiva. “Naturalmente – hanno però spiegato i segretari – noi siamo impegnati per far sì che lo sciopero non si debba fare, anche perché sappiamo del disagio che esso creerebbe a cittadini e lavoratori, ma questo dipenderà dalle risposte che l’azienda ci darà nei prossimi giorni”.

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