Emittenza locale, Asu, editori seguano regole e rispettino lavoro giornalistico

licenziati due giornalisti senza dar loro le spettanze dovute, incluso il TFR

Emittenza locale, Asu, editori seguano regole e rispettino lavoro giornalistico

Emittenza locale, Asu, editori seguano regole e rispettino lavoro giornalistico  da Marta Cicci, presidente Asu Alcuni editori in Umbria pensano di vivere in un mondo senza regole trattando i giornalisti come merce senza valore e senza diritti. Si sbagliano. Ci sono regole e procedure che debbono essere rispettate da tutti, inclusi gli editori. Solo nelle ultime settimane abbiamo assistito a due emittenti umbre che si sono mosse fuori dalle regole. In un caso sono stati licenziati due giornalisti senza dar loro le spettanze dovute, incluso il TFR, con motivazioni che l’ASU ritiene pretestuose. Ciò senza tenere conto che l’emittente beneficia degli ammortizzatori sociali attraverso l’applicazione del contratto di solidarietà e in spregio alle norme del contratto di lavoro che impone procedure ben diverse e la convocazione di un tavolo sindacale.

Nell’altra emittente è stata invece consegnata al direttore una lettera, altrettanto pretestuosa, con una contestazione di carattere disciplinare. Al collega è stato inoltre contestualmente impedito di accedere alla redazione e intimata l’immediata riconsegna del telefono e delle attrezzature in dotazione. Anche qui è evidente un comportamento fuori da qualsiasi procedura, antisindacale, da parte di una azienda che peraltro è in forte arretrato con le spettanze dei dipendenti. C’è il fondato sospetto che queste emittenti taglino i posti di lavoro che costano di più per risparmiare qualche euro. Non è questa la strada.

Le due vicende, gravissime, hanno seguito quasi identiche modalità di azione da parte degli editori, con comportamenti fotocopia. Nessuno pensi che condotte di questo tipo possano essere emulate e tollerate in Umbria. L’ASU metterà in atto tutte le azioni necessarie, anche legali, a tutela dei colleghi coinvolti e quindi della categoria che deve, per prima, avere piena contezza del proprio ruolo e dei propri diritti e deve sempre “mantenere la schiena dritta”.

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