Crisi: Bravi (Cgil), serve subito un governo. Allarme crescente per la cig in deroga

(UJ.com3.0) PERUGIA – Siamo entrati nel 6° anno dall’inizio della crisi, una crisi strutturale che dimostra il fallimento delle ricette impostate sull’austerità e sul pensiero unico del mercato che si regola da solo. E’ evidente che la crisi europea prima che nazionale, che richiede un profonda trasformazione delle politiche economiche nel continente, che devono essere basate sulla crescita, sulla coesione sociale e sulla valorizzazione dell’industria. Dentro questo contesto l’Umbria subisce però più di altri la crisi.
Questo è dovuto alle caratteristiche del suo apparato produttivo e al fatto che gran parte della sua attività è rivolta verso il mercato interno. In Umbria – giova ricordarlo – abbiamo perso 28.000 posti di lavoro in tre anni, il tasso di disoccupazione reale (comprendendo i cassaintegrati) è arrivato fino al 13%, oltre 15.000 lavoratori sono in cassa integrazione, per 2/3 in deroga. Le aziende che hanno richiesto l’utilizzo della CIGD sono ben 2.213, con un coinvolgimento complessivo di 10.225 lavoratori.
Nel 2013 occorrerebbero 64 milioni di euro per garantire la copertura di questo importante ammortizzatore sociale, ma finora le risorse certamente a disposizione non superano i 23 milioni.
In assenza di un intervento del Governo a maggio mancheranno le risorse per oltre 10.000 lavoratori.
E in questa situazione c’è chi teorizza, come il leader del M5S, che l’Italia può fare a meno di un Governo?
Riteniamo invece che occorra immediatamente un Governo di cambiamento che dia una risposta alle emergenze del Paese a partire dal lavoro, che consenta di affrontare e di risolvere le oltre 100 vertenze aperte nella nostra regione. Come dimostra anche la recente ricerca dell’Aur, c’è una crescente povertà nella nostra regione, che non si affronta solo con un piano specifico sul contrasto all’impoverimento crescente. Occorre un piano del lavoro, lungo le linee elaborate dalla CGIL, che dia una risposta in termini strutturali e di politiche economiche alternative, sapendo che solo dal lavoro si può realizzare una reale politica di contrasto all’impoverimento della popolazione umbra e dare gambe ai diritti di cittadinanza previsti dalla nostra Costituzione.
Questo è e sarà sempre di più l’impegno della CGIL.

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