CESSIONE AST, PREOCCUPAZIONE A TERNI

ThyssenKrupp(UJ.com3.0) TERNI – Le Segreterie Territoriali di FIM CISL, FIOM CGIL, UILM UIL, FISMIC CONFSAL, UGL a fronte dell’avvicinarsi della data del 7 Maggio 2013, data prevista per la cessione del Gruppo Acciai Speciali Terni da parte della Società OUTOKUMPU così come previsto dalla delibera ANTITRUST della Comunità Europea e in relazione alle continue ricorrenti dichiarazioni, più o meno spontanee e disinteressate, rilasciate da politici nazionali e europei: ritengono indispensabile e irrinunciabile, rispetto a qualsiasi ipotesi di scenario presente e futuro, il prosieguo del confronto, al tavolo Ministeriale, con la Società cedente per sancire, non solo i criteri di vendita, ma la vincolarizzazione al progetto di cessione del mantenimento occupazionale, delle capacità impiantistiche del sito, degli accordi di miglior favore e della trasformazione dei contratti temporanei in definitivi. A tal fine ribadiscono l’urgenza di un confronto tra tutti i soggetti al tavolo Governativo.

ribadiscono l’assoluta contrarietà e indisponibilità alla cessione degli asset del sito di Terni verso fondi speculativi ritenendo prioritario e auspicabile un profilo industriale internazionale che garantisca la competitività del sito;

ribadiscono che qualsiasi giudizio che verrà espresso dalle Organizzazioni Sindacali sarà legato esclusivamente all’oggettiva valutazione del relativo piano industriale che dovrà essere presentato dal nuovo potenziale acquirente senza tener conto delle distanze geografiche;

rivendicano l’irrinunciabilità del tavolo di confronto in sede Governativa con l’eventuale società acquirente, perché nella condivisione del nuovo piano industriale non solo venga mantenuta l’intera strategicità del sito di Terni e la sua competitività, ma siano chiare le risorse, i modi e i tempi per addivenire, con certezza, il quarto competitore europeo, come richiesto dalla Commissione Antitrust;

ritengono indispensabile nella gestione di tutta la vicenda, onde evitare pericolose operazioni speculative tendenti a penalizzare il sito di Terni, che i piani operativi e i volumi produttivi previsti per Terni siano mantenuti, così come devono essere assolutamente e irrinunciabilmente mantenuti tutti gli impianti collocati nel sito di Terni senza procedere a smantellamenti o trasferimenti che possano indebolire il concetto industriale attuale impedendone, di fatto, la vendita annunciata. Nessun impianto va toccato;

ritengono che il sito di Terni debba essere venduto nella sua integrità compreso il TUBIFICIO DI TERNI, perché l’integrità dello stesso sito e delle sue produzioni, compreso il TUBIFICIO DI TERNI, sono fondamentali e strategiche per l’intero settore inox italiano;

riteniamo che qualsiasi ipotesi di vendita debba salvaguardare i livelli occupazionali diretti e indiretti.

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