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Anche in questo 8 marzo lottare per la Dignità delle donne è un atto dovuto

Il vero regalo che si possa fare alle donne è quello di mostrare una società moderna, vicina e sensibile alla figura femminile in tutti suoi ruoli e nelle sue molteplici forme

8 marzo

Anche in questo 8 marzo lottare per la Dignità delle donne è un atto dovuto

Intervento di Simona Meloni*

C’è stato un tempo, in Europa, in cui le donne erano “di troppo”. Più numerose degli uomini, se non nascevano ricche, o non potevano ambire a lavori che consentissero loro di essere economicamente indipendenti, non avevano alternative: o si sposavano, o morivano. Succedeva poco più di 100 anni fa.

La Festa della Donna per l’8 marzo dovrebbe coincidere con tutte le Giornate in cui, con forza e orgoglio, si riconoscono i Diritti civili, in cui si rivendica il nostro impegno contro la Violenza sulle Donne , in cui si ribadisce l’impegno della Politica, delle Istituzioni e della Società a costruire una società più giusta ed egualitaria in cui Uomo e Donna non sono solo due generi ma sono i protagonisti della Storia con uguali doveri ma pari diritti.

E lo si fa continuando a portare concretamente proposte a difesa del lavoro, delle retribuzioni, dei servizi sociali, della tutela adeguata della maternità e paternità, tutela di genitori di disabili, norme che realmente permettano la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

Inutile ricordare che ancora oggi le donne svolgono lavori discontinui, saltuari, precari, stagionali, part-time con retribuzioni basse e spesso dimissioni in bianco da firmare. Un altro dato preoccupante è quello degli infortuni e delle malattie professionali, le donne sono principalmente occupate nel ramo dei servizi, in attività normalmente meno pericolose di quelle industriali ma comunque soggette al rischio che si corre negli spostamenti casa- luoghi di lavoro.

Dobbiamo lottare per il Rispetto  e per tutte le donne che non hanno neanche il diritto di esprimersi liberamente. Le cronache ci raccontano ogni giorno di storie di Violenza, di Soprusi, di Prepotenza, di Morte. Ci sono donne che hanno pezzi interi della vita che continuano a frantumarsi…, prive ormai di energia e di forza. Donne che vivono nel buio e che non vedono ormai più la luce da troppo tempo perché la paura , l’insicurezza e l’instabilità sono più forte della Vita.

Lottare per la Dignità è un atto dovuto.

Questo è il vero regalo che si possa fare alle donne nella giornata della ricorrenza dell’8 marzo, mostrare una società  moderna, vicina e sensibile alla figura della donna in tutti suoi ruoli e nelle sue molteplici forme. Non smettere di essere una donna, una professionista, una persona, e condividere alla pari la responsabilità con il proprio compagno. Mostrare a una figlia le trappole tese da chi la vuole ingabbiare per mezzo della violenza, fisica o psicologica, in un ruolo predefinito, e spiegarle che quel ruolo non ha nessun valore reale e che potrà scegliere di essere ciò che vorrà. Farle capire che la sua dignità non dipende dallo sguardo e dal giudizio degli altri e che la sua realizzazione non dipenderà dal compiacere quello sguardo. E significa soprattutto insegnarle che l’amore è la cosa più importante, ma che bisogna anche capire quando è il caso di battersi contro l’ingiustizia.

Occorre ancora lottare per una presenza paritaria delle donne nei processi decisionali che è fondamentale per la qualità della nostra democrazia ed è la chiave di volta per una crescita culturale necessaria e irrinunciabile. Pari opportunità e libertà femminili non sono per sempre; ciò che serve infatti è conservare e ravvivare la memoria e quindi promuovere, innovare e condividere con tutte le donne ma anche con gli Uomini, ed in particolare con le giovani generazioni, la storia, le fatiche ed i risultati che ci hanno portato fin qui.

Crescono le imprese femminili in Italia e cresce il desiderio di imprenditorialità delle donne: quasi 10mila imprese in più nel 2016 con una crescita dello 0,72% vs il 2015. Dirigono ristoranti, alberghi, ; lavorano nel commercio e guidano agricole. Si occupano della cura e del benessere della persona o operano nel settore della moda, a testimonianza delle grandi competenze e creatività che ci appartiene ; così come ci appartiene il grande impegno nel Mondo del Volontariato e l’impegno quotidiano nell’Associazionismo.

Così come dobbiamo superare i luoghi comuni di cui questa società è permeata nei riguardi delle donne. Una barriera che sembra impossibile da abbattere per cui le donne se sono belle non sono intelligenti, se fanno politica sono suffragette; un linguaggio intriso di stereotipi che ci immobilizza alla visione delle donne che c’era negli anni 20-30. Il  linguaggio è una cosa seria che va maneggiato con cautela perché si rischia poi di trasmigrarlo nelle azioni quotidiane.

D’altra parte l’invito a noi Donne a non “mercificare” il corpo, a non utilizzarlo mai come arma o come mezzo per avere vie preferenziali o per ricevere quelle che si rivelano poi briciole di affetto e di considerazione. Non affezionarsi alla parte “ della crocerossina” pensando di salvare il mondo per poi sprofondare nel tunnel nero senza più energia e dignità. Non cadere nei tranelli dell’autocompiacimento e della bassa autostima, schiacciate da noi stesse e  che tanti danni ha prodotto.

Ecco perché l’8 marzo, deve significare un impegno sociale, morale, politico, isituzionale e quotidiano da cui non si può prescindere  e che deve avere protagonisti sia le donne che gli uomini, reclamare il diritto all’Uguaglianza Senza Se e Senza Ma.

Dobbiamo realizzare il “diritto di  contare insieme”; ci sono molte occasioni in cui la capacità di fare squadra ci avrebbe portati i risultati che non abbiamo mai ottenuto; in cui maggiore generosità avrebbe fatto fare un salto in avanti alle nostre battaglie , ma le nostre ambizioni personali hanno prevalso sull’obiettivo di interesse generale.

La Storia ci insegna che quando le donne si sono impegnate nelle battaglie,  vittorie sono state vittorie per tutta la società. La politica che vede le donne in prima linea è politica d’inclusione, di rispetto delle diversità, di pace”. E la Forza è basata sul gioco di squadra, sulla condivisione, l’inclusione e l’armonia.

“Capii allora che per cambiare il Mondo bisognava esserci”. E noi lo dobbiamo a chi ha sacrificato la propria vita per questo e a Noi stesse ed alla Società Tutta.


*Responsabile Diritti e Pari opportunità della Segreteria Regionale PD Umbria

 

 

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