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Università, Corso di Laurea Economia del Turismo

economiaturismo_ralf(umbrajournal.com) PERUGIA – La decisione del Senato Accademico dell’Università degli Studi di Perugia di sospendere il primo anno del Corso di Laurea in Economia del Turismo appare una scelta inaccettabile dal punto di vista amministrativo ed incomprensibile dal punto di vista della politica universitaria.
Se da un lato, infatti, non risulta chiara la motivazione che ha portato l’Università, ed in particolare la Facoltà di Economia, a sospendere un corso che lo scorso anno ha registrato oltre 60 iscritti e continuare ad erogarne uno con molti meno partecipanti, dall’altro la decisione appare come un gravissimo errore dal punto di vista strategico.
Perché lasciar morire Economia del Turismo ad Assisi significa cancellare un pezzo della propria storia, rinunciando a quello che è stato il primo il corso di Laurea in Italia su questa tematica. Ma significa, soprattutto, abdicare al proprio ruolo (o quanto meno interpretarlo male) di Istituzione che rappresenta allo stesso tempo struttura di servizio e centro propulsivo per lo sviluppo economico e culturale del proprio territorio.
Le domande da porsi sono le seguenti: può l’Umbria privarsi di un corso di Laurea riguardante un settore traino dell’economia regionale? Può l’Università di Perugia privarsi di un corso di Laurea riguardante un settore che garantisce e garantirà ancora di più in futuro numerosi posti di lavoro agli italiani e agli umbri? Può l’Università di Perugia rinunciare ad un’offerta formativa per la quale si stanno aprendo praterie di studenti data la mancanza di un’adeguata offerta da parte di altri Atenei?
Evidentemente no e credo che, qualora non vi sia un ripensamento volto all’“autotutela” da parte dell’Università di Perugia, debba essere l’intero sistema economico regionale a reagire sollecitando un supplemento di riflessione ed un auspicabile ravvedimento.
Questa vicenda, seppur prioritaria, è solo un tassello di un problema che sta investendo lo strategico connubio tra Assisi e formazione nel settore turistico. Perché se alle incertezze del Corso di Laurea, si aggiungono le incognite legate al futuro della straordinaria esperienza del Centro Studi Superiore sul Turismo e le difficoltà logistiche con le quali deve misurarsi un’altra eccellenza quale l’Istituto Alberghiero, risulta evidente la necessità di aprire al riguardo una riflessione che assicuri una prospettiva alla nostra Città.
Tale riflessione non può che partire da 2 assunti: in una condizione economica che impone ai decisori di ripartire dalle risorse e dalle eccellenze del proprio territorio, l’economia umbra non può fare a meno di politiche di sviluppo turistico e, di conseguenza, dello sviluppo del capitale umano necessario a garantirlo; per storia, esperienza maturata sul campo e valore simbolico della Città, non può che essere Assisi il luogo in cui trovano ospitalità la ricerca e l’intera offerta formativa (da quella superiore, a quella universitaria e post-laurea) riguardanti il settore turistico.
Credo che nei prossimi mesi su questo campo dovrà necessariamente registrarsi l’impegno di tutte le istituzioni politiche, economiche e culturali della nostra Città e dell’intera Regione.

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