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Progetti con pubblico e privato per Istituto italiano design Perugia

Inaugurato anno accademico Istituto italiano design Perugia

(umbriajournal.com) by Avi News PERUGIA–  Si apre all’insegna di nuove progettualità e di rapporti sempre più significativi con il pubblico, aziende locali ma anche realtà internazionali il nuovo anno accademico dell’Istituto italiano design di Perugia. A presentarlo a un’entusiasta platea di studenti il direttore Matteo Gradassi insieme ai partner di questa annualità, per Gesenu l’amministratore delegato Stefano Farabbi, per il Comune di Magione il presidente del Consiglio comunale Vanni Ruggeri e in rappresentanza di Pefc Italia, che si occupa del sistema di certificazione per la gestione forestale sostenibile, Francesca Dini. Presente inoltre Cristiana Casaioli, assessore al commercio del Comune di Perugia.

“Il confronto con realtà e istituzioni locali – ha commentato Gradassi – è fondamentale ma il nostro scenario si amplia di anno in anno. C’è la necessità di guardare verso orizzonti diversi e affrontare un’eterogeneità di progetti per offrire agli studenti un percorso variegato e trasversale”. Dal locale all’internazionale spaziano dunque i progetti avviati dall’istituto perugino. Ambizioso quello ancora in fase embrionale che vede la collaborazione con Gesenu.

“Una progettualità – ha spiegato Gradassi – incentrata nella rivisitazione del sito di Ponte Rio. Saranno nuovi percorso, logistica e format architettonico. Una sfida seria anche nella programmaticità che possiamo dare agli studenti perché non si fermerà a quest’anno ma proseguirà nel triennio”. “Abbiamo un piano di investimenti all’attenzione della nuova proprietà – ha aggiunto Farabbi –, la famiglia Paoletti, parte privata di Gesenu con il 55 per cento, con interventi di carattere strumentale ed estetico in cui la combinazione tra funzionalità e bellezza rappresenta un requisito importante. L’obiettivo più significativo riguarderà l’impianto di Ponte Rio dove la rivisitazione estetica, a supporto di quella funzionale, dovrà integrarsi in un impianto naturistico che merita tutto il rispetto”.

E rispetto dell’ambiente e legalità sono i cardini dell’attività di Pefc che guidano anche il progetto messo in campo con l’Istituto italiano design tra i 4 approvati a livello internazionale per carattere di originalità. Collaborazione confermata dopo l’esperienza di cobranding affrontata lo scorso anno con Leroy Merlin. “La nostra idea – ha commentato Dini – è sviluppare una moda sostenibile e una collezione di abiti e accessori che derivano da materie prime di origine forestale. Contatteremo diverse aziende e così forniremo tessuti e fibre agli studenti che lasceranno libera la creatività per sviluppare il lavoro. Il nostro messaggio è che sostenibilità e legalità del materiale non riguardano solo il settore forestale e le filiere connesse, ma anche il singolo nella vita quotidiana”.

Dal privato al pubblico con il progetto di rebranding del Museo della pesca di San Feliciano ripensato come Museo della pesca e della cultura del lago Trasimeno. “Un totale riallestimento del museo – ha confermato Ruggeri – attraverso la definizione anche di una nuova immagine coordinata e l’installazione di un percorso espositivo che prevede la multimedialità per il museo che attualmente stentava a comunicare i propri contenuti. Il motore del nuovo percorso sarà un braccialetto elettronico con cui il visitatore potrà attivare i contenuti museali proposti in totem multitouch la cui progettazione è stata interamente curata dai ragazzi”.

“Questo istituto – ha concluso Casaioli – è una realtà importante che abbiamo affiancato nella sua crescita nel tempo. Quest’anno il programma è ambizioso, segno della volontà di guardare avanti e spero che i ragazzi faranno tesoro della possibilità che vengono date loro”. Ai 4 corsi  tradizionali dell’istituto si aggiunge un quinto in Commercial design. “Sperimentale, concentrato in 60 ore e non triennale – ha concluso Gradassi – avviato in collaborazione con Aba, Fablab ed Expoform che vedrà come realizzazione finale tre idee di espositore commerciale non più pensato come supporto fine a se stesso ma concept di una forte identità”.

 

Carla Adamo

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