Piano telematico regionale: sanità e scuola prioritarie per i collegamenti

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Sanità e scuola: sono queste le due reti tematiche di riferimento per il Piano telematico regionale di cui la Giunta regionale, su proposta dell’assessore Stefano Vinti, ha approvato il programma per l’anno 2015.

“Per quanto concerne la sanità, ha affermato l’assessore, tutte le strutture ospedaliere e delle aziende sanitarie sono sempre state ricomprese anche nelle precedenti edizioni del Piano Telematico e dunque tutte le sedi sono collegate perché inserite nei tracciati progettuali delle dorsali principali o cittadine.

Per quanto attiene invece il comparto scuola, l’accordo con il Ministero prevede che l’utilizzo delle risorse finanziarie regionali sia circoscritto ad una graduatoria stilata dall’ufficio Scolastico Regionale, anche se alla valutazione delle domande pervenute ha contribuito anche l’amministrazione regionale.

Ciò ha portato a finanziare i primi 9 istituti della citata graduatoria per un totale di 23 sedi utilizzando le somme disponibili nel finanziamento dedicato all’Accordo di Programma, mentre nell’indagine condotta sugli istituti scolastici è risultato che altri 100 istituti sono potenzialmente collegabili alle dorsali cittadine esistenti con interventi minimali o che saranno eseguiti in occasione della realizzazione di tali reti MAN, laddove non ancora ultimate.

Tra l’altro, ha sottolineato Vinti, bisogna anche considerate le nuove forme di aggregazione istituzionale, che spesso assumono la veste di vere e proprie partnership pubblico/privato da testare anche sotto il profilo giuridico, finalizzate allo sviluppo di particolari strumenti di programmazione territoriale negoziata (quali, ad esempio, i contratti di fiume, i contratti di paesaggio, ecc.) che hanno bisogno di infrastrutture telematiche per dispiegare tutti i loro potenziali effetti positivi sul territorio di riferimento.

Oltre alle reti tematiche di natura pubblica o semi pubblica, come quelle sopra citate ad esempio, ha aggiunto l’assessore, vi sono una pluralità di esigenze e richieste di carattere privato la cui sostenibilità andrebbe valutata attentamente, anche sotto il profilo giuridico, poiché i cluster bisognosi di queste infrastrutture compongono il quadro delle principali attività produttive nel territorio regionale, a partire dai compendi industriali fino a giungere alle attività legate all’agricoltura (prodotti tipici, allevamenti zootecnici, ecc.), al turismo sia culturale (città d’arte, borghi antichi, residenze d’epoca, musei, biblioteche, ecc.) che enogastronomico (agriturismi, country-house, bed-&-breakfast, ecc.) e specialistico (reti delle cantine e dei frantoi, lavorazione e commercializzazione dei prodotti da norcineria, ecc.)”.

“Per la vastità dei territori interessati, la loro natura spesso periferica ed i diversi ambiti settoriali, ha concluso l’assessore Vinti, la Giunta regionale ha ritenuto utile che per la realizzazione di questi tematismi possano essere utilizzate sia le risorse del POR-FESR 2014-2020, al momento già disponibili, che i fondi del Piano di Sviluppo Rurale, la cui determinazione però non è ancora certa visto che si è in attesa dell’approvazione della proposta avanzata alla Commissione europea”.

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