PERUGIA, BENI CULTURALI, PRESIDENTE MARINI E ASSESSORE BRACCO A INCONTRO DIPARTIMENTO LETTERE

CATIUSCIA MARINI E FABRIZIO BRACCO

Conferenza Marini Bracco su IrpefPERUGIA – “Ho sempre sostenuto che definire, in termini assoluti, la spesa pubblica come improduttiva e negativa è sbagliato. Nel settore dei beni culturali, ad esempio, magari ci fosse una adeguata spesa pubblica. Perché non basta dire che siamo il Paese con la più alta concentrazione di patrimonio artistico, salvo poi non investire sulla sua tutela e valorizzazione, considerando che proprio i beni culturali dovrebbero invece rappresentare uno dei principali volani dello sviluppo economico in Italia”. È quanto affermato dalla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, che questa mattina ha partecipato, insieme all’assessore regionale alla Cultura, Fabrizio Bracco, all’incontro promosso dal direttore del Dipartimento di Lettere dell’Università di Perugia, Mario Tosti, e dal presidente del corso di laurea in Beni e attività culturali, Giovanni De Santis, sul tema “Le politiche della Regione Umbria per i beni culturali”.

Nel corso dell’incontro è stata da più parti sottolineata la necessità di passare dalla “cultura della contemplazione e conservazione” del grande patrimonio culturale nazionale, a quella dell’industria culturale che deve saper valorizzare, anche in termini di sviluppo e crescita economica, quello che il professor Tosti ha definito “il grande deposito di arte, architettura, paesaggi ed ambiente” che sono l’Umbria e l’Italia.

Per la presidente Marini, “il modo migliore per tutelare e difendere il patrimonio culturale ed artistico è proprio quello di valorizzarlo, perché non vi può essere valorizzazione senza conservazione e tutela”.

“L’Umbria – ha affermato l’assessore Bracco – è stata una Regione antesignana per le sue originali politiche di valorizzazione dei beni culturali. Questo straordinario patrimonio è stato sempre ritenuto un ‘giacimento’ e grazie alla capacità di programmazione è stato possibile, ad esempio, realizzare il recupero di tutti i teatri storici, aprire oltre 140 musei e metterli in rete, come è stato fatto per il sistema delle biblioteche. La difesa e valorizzazione del suo patrimonio di beni culturali – ha rilevato – è oggi uno dei più marcati caratteri identitari dell’Umbria”.

Riferendosi allo specifico tema dell’incontro e soprattutto alla grande aspettativa che hanno i giovani che seguono gli studi universitari nei diversi ambiti legati ai beni culturali, la presidente Marini ha affermato che “la Regione farà certamente la sua parte, come ha già fatto, per favorire iniziative che incrocino la domanda di lavoro da parte di chi segue queste discipline, anche in collaborazione con l’Università”, considerando però che le uniche risorse che potranno essere messe in campo saranno quelle che deriveranno dalla prossima programmazione dei fondi comunitari.

“Come Regioni – ha proseguito – abbiamo molto insistito nel recente confronto con il Governo sulla necessità che le risorse comunitarie vengano spese nel rispetto dell’obiettivo che la stessa Europa impone, e cioè che queste risorse devono essere investite per politiche di sviluppo regionale e locale. In questa direzione intendiamo quindi muoverci, anche in Umbria, al fine di favorire quanto più possibile iniziative che valorizzino questo nostro patrimonio – ha aggiunto – puntando alla formazione, sostenendo gli investimenti e le imprese che decideranno di investire in questo ambito”.

“Questo – ha concluso – in coerenza con la strategia di questa legislatura che ha individuato proprio nei beni culturali, attraverso quella che abbiamo definito la filiera turismo-ambiente-cultura, un motore autonomo di sviluppo per creare più occupazione e lavoro. E contribuire così alla crescita ed allo sviluppo complessivo della nostra economia”.

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