“NON PER UN SOLO GIORNO” ALL’ITTS VOLTA GIORNATA SULLA VIOLENZA DI GENERE

Rita Coccia e la platea
Rita Coccia e la platea
Rita Coccia e la platea

(umbriajournal.com) by Avi News PERUGIA – “Non per un solo giorno”. E’ questo il titolo dell’incontro, dedicato alla violenza di genere che, venerdì 7 marzo, ha visto protagoniste le cinquanta studentesse dell’Istituto tecnico tecnologico Alessandro Volta di Perugia, per celebrare la giornata internazionale della donna. Un’iniziativa che nasce dalla collaborazione della scuola con il servizio consultoriale dell’Asl 1 che, da circa sei anni, ha attivato all’interno dell’istituto uno sportello di ascolto rivolto agli studenti nell’ambito del progetto “Il consultorio va a scuola”. Ad aprire la giornata, è stata la dirigente dell’Itts Volta, Rita Coccia, che ha spiegato la scelta, non casuale, del titolo e del giorno. “Abbiamo volontariamente anticipato la data rispetto a quella in cui notoriamente si celebra la donna, ovvero l’ 8 marzo – ha detto la Coccia –, proprio per indicare che la figura femminile va rispettata tutto l’anno. Si tratta di un’attività a cui teniamo molto, specie in una scuola come la nostra, che è stata considerata per tanti anni maschile, ma che adesso vede la presenza anche di tante ragazze”. A seguire, le studentesse hanno analizzato le problematiche della figura femminile nella pubblicità, nella letteratura e nella cronaca, attraverso dei lavori. In particolare, hanno letto alcuni brani scelti da loro, relativi alle attività che svolgono durante l’anno scolastico nella programmazione di materie come italiano, diritto e storia, e sviluppato delle analisi prendendo spunto da poesie, brani di narrativa e spot pubblicitari. La mattinata è proseguita con una relazione sulla violenza di genere, tenuta dalla psicologa del consultorio Asl 1 di Perugia, Letizia Vannicelli. “Un tema drammaticamente attuale – ha spiegato l’esperta –. Infatti, secondo il rapporto Eures-Ansa sull’omicidio volontario in Italia, stando ai dati del 2010, una donna muore ogni due giorni e chi uccide è, nel 75 per cento dei casi, un uomo con il quale aveva un rapporto affettivo come un fidanzato, un marito, un amante o un ex”. “Molte donne – ha proseguito la psicologa –  sono vittime della paura e della disperazione solo perché qualcuno non ha sensibilizzato in tempo le ragazze e i ragazzi insegnando loro a identificare comportamenti che possono diventare pericolosi, a distinguere l’amore ‘dannoso’ da quello buono e a cogliere la gravità del passaggio dalla parola al gesto violento. Ecco che diventa fondamentale creare nella scuola la coscienza e la responsabilità, far comprendere da subito che il diritto alla vita e al benessere vale sempre”. La psicologa ha portato, poi, come esempio, l’esperienza di una ragazza, vittima di violenze che ha trovato la forza di reagire e “guarire”. Slogan dell’evento, la frase “indossa qualcosa di rosso per venire a scuola” che si riconnette idealmente all’iniziativa “Zapatos Rojos” che l’artista messicana Elina Chauvet ha presentato in memoria del femminicidio, di circa 300 donne, avvenuto in una regione di frontiera del Messico del nord. Tutte le donne presenti in sala, infatti, hanno simbolicamente indossato un particolare di colore rosso.

Cristina Biondi

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