Assisi, firmato il ricorso al TAR per mantenere la Laurea sul Turismo

AssisiAssisi, Santa Maria degli Angeli, il Sindaco Claudio Ricci ha firmato, durante un incontro pubblico, questa mattina (Foto M. Cicogna), il ricorso al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) “contro” la decisione dell’Università di Perugia di sospendere il primo anno (e, quindi, le iscrizioni) al Corso di Laurea in Economia Internazionale del Turismo.
Presenti molti studenti, l’associazione Prospettivamente, personale didattico, tecnico e amministrativo, gli Assessori Moreno Massucci e Francesco Mignani, il Consigliere Rino Freddi e il presidente di Confcommercio Vincenzo Di Santi.
Non si possono “chiudere” trenta anni di storia sul turismo (esposti sul tavolo, in modo simbolico, libri, tesi, lavori e ricerche) e il primo corso universitario nato, sul turismo, in Italia con 64 iscritti (contro 24 di altri corsi in economia lasciti aperti). Anche in questo periodo ci sono state 30 richieste di iscrizione che fanno arrivare a circa 100 il potenziale di iscritti nel 2013/2014.
L’Italia e l’Umbria devono puntare su cultura e turismo per lo sviluppo di nuovi posti di lavoro (ne possono “nascere” 500.000 in Italia sino al 2020) e ad Assisi si potrebbe creare “il primo distretto” polo formativo nazionale sul turismo con Istituto Alberghiero (oltre 1000 studenti), Laurea Triennale, Laurea Specialistica e Master Post Laurea (utilizzando spazi in Assisi centro storico e Santa Maria degli Angeli), di rilevo nazionale e internazionale (coinvolgendo anche l’OMT Organizzazione Mondiale sul Turismo).
L’Avvocato del Comune Delfo Berretti, unitamente al Sindaco, hanno ricordato che ai punterà, giuridicamente, a dimostrare una “disparità di trattamento” e la “mancanza di motivazioni” con richiesta di sospensiva che si dovrebbe discutere il 6 settembre. Si sta valutando la segnalazione “per danno” alla Corte dei Conti e, comunque, si agirà in ogni sede possibile: giuridica, politica e nella comunicazione nazionale per “evitare patrimonio di valori costruito in trenta anni”.

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