INPS, flussi di pensionamento 2014/2015

A partire dal 20 luglio 2015, sarà pubblicato nella sezione Banche Dati del portale www.inps.it il nuovo Osservatorio “Monitoraggio flussi pensionamento – decorrenti”, riguardante i trattamenti pensionistici liquidati nel Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (comprensivo delle contabilità separate e degli ex Enti creditizi), nelle gestioni dei lavoratori autonomi (Coltivatori Diretti Mezzadri e Coloni, Artigiani e Commercianti), nei Parasubordinati, e gli assegni sociali.

Dalla rilevazione effettuata al 2 luglio 2015 – relativa alle pensioni con decorrenza nell’anno 2014 e nei primi due trimestri del 2015 – risultano liquidati nel Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti 256.580 trattamenti con decorrenza 2014 e 140.106 con decorrenza nel primo semestre 2015. Per quanto riguarda il complesso delle gestioni dei lavoratori autonomi, sono state liquidate, rispettivamente, 164.309 pensioni con decorrenza 2014 e 86.716 con decorrenza nel primo semestre 2015. Si registrano, inoltre, 48.946 assegni e pensioni sociali liquidati con decorrenza nel 2014 e 24.287 con decorrenza nel 2015.

Per quanto riguarda la composizione per categoria, si rileva un consistente incremento del peso della componente anzianità/anticipate nel primo semestre 2015 rispetto all’anno 2014, sia nel Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (nel quale la percentuale di pensioni di anzianità/anticipate sul totale delle decorrenti passa dal 22% del 2014 al 34% del 2015), sia nelle gestioni dei lavoratori autonomi (dove tale percentuale passa dal 17% al 25%).

L’incremento rilevato dipende essenzialmente dalla nuova normativa introdotta con la legge 214/2011 che, come noto, ha causato un blocco dei pensionamenti di anzianità incrementando notevolmente i requisiti contributivi per il diritto alla pensione anticipata, e in seguito alla quale, pertanto, solo ora un numero consistente di soggetti ha potuto raggiungere la maggiore anzianità richiesta per questo tipo di trattamento.

Per quanto riguarda le donne, infine, si ravvisa un notevole incremento dei trattamenti di anzianità legati alla scelta dell’opzione donna.

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