IL SILENZIO SULLA BANCA POPOLARE DI SPOLETO: A CHI GIOVA?

Giovannino-Antonini(umbriajournal.com) UMBRIA – Alcuni mesi orsono come UIL e UILCA dell’Umbria uscimmo con un comunicato stampa nel quale sottolineavamo come di fronte ad assetti creditizi regionali in rapida evoluzione si assisteva all’assenza di un dibattito serio capace di coinvolgere le forze produttive e sociali insieme ad un appropriato livello istituzionale. Desideriamo ricordare anche l’incontro che unitariamente organizzammo fra CGIL-CISL-UIL confederali e Segreterie Regionali del Credito di FISAC-FIBA-UILCA con il Presidente di ABI UMBRIA dr. Tuccari che rappresentò uno dei rari momenti di riflessione su quanto stava accadendo a livello bancario nel nostro territorio. In quell’incontro emersero a nostro avviso alcune istanze che ancora oggi conservano una certa validità pur necessitando di un adeguamento al mutato scenario di riferimento. Il nostro obiettivo era favorire la partecipazione di Istituzioni, imprenditori e Fondazioni bancarie e speravamo che il nostro contributo avrebbe dato per così dire la sveglia ad una politica talvolta assopita rispetto alle piccole e grandi questioni dell’Umbria o quantomeno fortemente distratta. Sulle vicende di corruzione contestate ai vertici aziendali di Banca Popolare di Spoleto – che qualora accertate sarebbero di una gravità inaudita – sta indagando la Magistratura alla quale va sin d’ora l’apprezzamento ed il sostegno della UIL e della UILCA dell’Umbria, con l’augurio che si arrivi a fare chiarezza definitivamente sugli accadimenti degli ultimi anni e che hanno visto protagonista la Banca e il suo azionista di riferimento. Chiediamo che questa chiarezza e l’accertamento di eventuali responsabilità sia fatta rapidamente nell’interesse principale della comunità spoletina, umbra, dell’economia regionale, della Banca stessa ma soprattutto dei dipendenti. Si!, i dipendenti, proprio loro, quelli che quotidianamente si prodigano dietro lo sportello, operando in un contesto difficilissimo e lo fanno con grande professionalità perché hanno un grande spirito di appartenenza ed ambiscono a tenere alto il blasone di una Banca e di un marchio storici, che purtroppo altri e non certo i lavoratori hanno contribuito ad infangare. No!, noi in questo gioco al massacro fatto di velate minacce, di sussurri nei corridoi non ci siamo mai voluti entrare e non lo faremo. Torniamo a reiterare la richiesta che dall’imprenditoria locale possa partire un piano di azione finalizzato alla ricapitalizzazione dell’Istituto spoletino, vogliamo capire se c’è l’interesse e la volontà a sostenere un’operazione vantaggiosa per l’economia del territorio. Chiediamo alle Istituzioni una maggiore attenzione alle sorti della Banca Popolare di Spoleto, quelle stesse Istituzioni che giustamente si interessano dei vari tavoli di crisi aperti presso le miriadi di aziende in difficoltà della regione ma che invece sembrano disinteressarsi rispetto le vicende dell’ultima banca locale che dà lavoro a centinaia di dipendenti e contribuisce a sostenere la domanda di credito in una fase congiunturale di crisi senza precedenti. Ribadiamo la necessità a questo punto urgente della convocazione di un tavolo regionale del credito al fine di suscitare fra i diversi attori un dibattito approfondito su quale modello di credito vogliamo per l’Umbria, quali strategie mettere in campo e secondo quali principi, proprio a partire dalla partita in Banca Popolare di Spoleto.

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