IKEA! Tamburi: “Ancora un’altra storia infinita”

da Giampiero Tamburi
Una pratica ferma da ben 4 anni ed ancora con gli ingranaggi inceppati che non danno buona speranza di una, vicina, soluzione o meglio: la darebbero ma secondo una soluzione che non vede d’accordo i cittadini nei confronti di ciò che vorrebbe la politica della maggioranza comunale. Nell’odg, presentato, a suo tempo, dal Consigliere Alvaro Mirabassi si auspicava, tra le altre cose, che l’Amministrazione Comunale portasse avanti “con rinnovata fermezza il dialogo con l’azienda IKEA, ponendosi come primo, ed ufficialmente unico, interlocutore degli svedesi; di prendere piena coscienza dell’interesse espresso dal territorio, valorizzando e difendendo la posizione di cittadini, associazioni, rappresentanti istituzionali; di specificare e supportare la tesi che il sito di San Martino in Campo è e resta la migliore delle possibilità per l’insediamento IKEA”.

Come sono andate le cose all’interno della III° Commissione preposta lo sappiamo tutti e cioè, in sintesi: maggioranza e opposizione si sono trovate d’accordo sul proposito che il punto Ikea sia aperto sul territorio perugino ma non nel luogo dove, indicato dalla comunità, dovrebbe sorgere, tanto è vero che la votazione è andata così; 5 voti favorevoli, 6 astenuti e 1 voto contrario. Potrebbe anche starci questo risultato se non fosse che, a ragione o a torto, non fosse stato messo da una parte, ciò che viene ampiamente evidenziato nell’ordine del giorno, e cioè, l’aspetto più importante di tutta la faccenda che è quello di: “ prendere piena coscienza dell’interesse espresso dal territorio, valorizzando e difendendo la posizione di cittadini, associazioni, rappresentanti istituzionali”. A noi sembra un aspetto importante da cui non si può prescindere per prospettare la necessaria soluzione. In primo luogo perché l’aspetto del coinvolgimento dei cittadini nelle questioni amministrative del nostro Comune dovrebbe essere la prima regola da tener presente. Vi ricordate della famosa promessa di tutti i partiti in campagna elettorale che cantavano il ritornello della massima volontà di coinvolgere e di tenere presente, nelle scelte da adottare, la volontà della collettività? Bene. Questo problema richiede sicuramente il coinvolgimento di tutti! In secondo aspetto, per la volontà precedentemente espressa in tal senso, a suo tempo, si era iniziato il procedimento di rilascio delle concessioni.

Ora, viste come stanno andando le cose, chi non vuole che il complesso sia ubicato a San Martino in Campo, dovrà pure giustificare questa decisione rispondendo a questa fondamentale domanda: “Quale è il motivo reale perché non possa sorgere in quel sito?”. Sperando tanto che la motivazione non abbia nulla a che vedere con chi ha presentato l’odg nei confronti di chi lo dovesse approvare solo per una mera partigianeria politica o da un campanilismo senza senso.

A noi del Movimento Popolare di Mediazione, aldilà di ogni altra considerazione, il luogo ci sembra molto appropriato, valutando che oggettivamente quella zona è restata molto indietro nella capacità di essere utilizzata per attività commerciali nonché industriali. Comunque sia, a noi cittadini interessa che questa decisione venga presa con estremo buon senso, valutandola per quello che rappresenta dal punto di vista economico per la zona dove la cittadinanza vorrebbe che sorgesse, e soprattutto, non tenendo in nessuna considerazione le diatribe politiche che possono sorgere tra la maggioranza e la minoranza che siede in Consiglio comunale, la quale si dovrebbe ricordare, in qualsiasi momento, che è il voto e la volontà di chi li ha eletti che conta in definitiva.

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