I vantaggi del fondo pensione Perseo Sirio illustrati a Villa Umbra

Riservato ai dipendenti pubblici per costruire pensione integrativa a quella obbligatoria - I vantaggi del fondo pensione Perseo Sirio illustrati a Villa Umbra - Il presidente Boccali “Al contributo del lavoratore si somma quello del datore di lavoro”
Da sinistra Maurizio Sarti Wladimiro Boccali Alberto Naticchioni

(umbriajournal.com) by avi news)  PERUGIA – “Una grande opportunità per i lavoratori pubblici, in particolare per quelli più giovani e con pochi anni di servizio, di costruirsi un futuro più sicuro”. Queste le parole con cui Wladimiro Boccali ha descritto il Fondo pensione complementare per i lavoratori della pa e della sanità ‘Perseo Sirio’, da lui presieduto, in occasione della presentazione dello stesso nella sede della Scuola umbra di amministrazione pubblica di Perugia, giovedì 15 ottobre. “Si tratta del sistema di pensione integrativa più vantaggioso tra quelli esistenti – ha sottolineato Boccali – perché al contributo del lavoratore si somma quello aggiuntivo del datore di lavoro”. Istituito circa un anno fa dalla fusione di due fondi già esistenti, il Fondo Perseo Sirio è un ente bilaterale costituito dalle amministrazioni pubbliche statali, dagli enti locali, dalle Regioni e dalle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto nazionale. “Come tutti i fondi negoziali – ha spiegato il direttore generale del fondo Maurizio Sarti, presente anch’egli all’incontro –, anche Perseo Sirio è un’associazione senza scopo di lucro, per cui non può fare utili, e ha un obiettivo preciso: erogare prestazioni previdenziali complementari al sistema pubblico obbligatorio. Il vantaggio di base è che non si paga da solo. Si rivolge a tutti i dipendenti delle pubbliche amministrazioni con esclusione del comparto della scuola”. Nel dettaglio vi possono aderire tutti i dipendenti dei Ministeri, delle Regioni, delle Autonomie locali, della Sanità, degli Enti pubblici non economici, dell’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac), del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel), delle Università e dei Centri di ricerca e sperimentazione e delle Agenzie fiscali. È inoltre destinato ai dirigenti compresi nelle Aree I, II, III, IV, VI, VII e VIII, dell’Enac, del Cnel e tutti coloro richiamati nell’accordo istitutivo. “Il fondo – ha aggiunto Sarti – interessa anche i dipendenti privati che erogano la loro prestazione all’interno del servizio pubblico, essenzialmente quelli della sanità privata, laddove le parti, azienda e organizzazioni sindacali, sottoscrivano degli accordi di adesione”. “In un momento di grandi cambiamenti per il lavoro pubblico – ha commentato l’amministratore unico della Scuola umbra di amministrazione pubblica Alberto Naticchioni, introducendo i lavori –, anche a seguito della legge Fornero, abbiamo voluto proporre una giornata di approfondimento sul tema pensionistico perché c’è poca conoscenza in materia. Vogliamo fare in modo che ogni dipendente possa scegliere autonomamente se aderire o meno al fondo integrativo”. “Le amministrazioni pubbliche e i sindacati – ha affermato Boccali – devono informare i lavoratori. Si rischia, tra 10 o 15 anni, di avere una platea di cittadini che andrà in pensione con una condizione vicina alla soglia di povertà. Il 31 dicembre scade, inoltre, l’opzione per la trasformazione del Tfs in Tfr e aderire entro questa data al Fondo Perseo Sirio, soprattutto per i lavoratori assunti dopo il 31 dicembre 2000, significa avere un ulteriore incentivo”. Si potrà, infatti, beneficiare di un contributo aggiuntivo dell’1,5 per cento della base contributiva utile al Trattamento di fine servizio, da destinare al finanziamento della previdenza complementare.

Nicola Torrini

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