Il Gruppo Grigi ridà vita all’ex stabilimento Valigi di Torgiano

Da sinistra Luca Grigi, Marco Grigi, Luciano Grigi, Fernanda Cecchini, Marcello Nasini, Daniele Grigi, Luigi Frenguellotti (1)

Già partiti i lavori di riqualificazione che prevedono un investimento di 12 milioni di euro – L’impianto di Pontenuovo diverrà il principale centro produttivo di mangimi della società

(umbriajournal.com) by Avi News PERUGIA – Sono già partiti i lavori di ristrutturazione e rinnovamento che nel giro di un anno e mezzo porteranno l’ex stabilimento Valigi di Pontenuovo di Torgiano a divenire il fiore all’occhiello e il principale impianto produttivo del Gruppo Grigi. Lo storico marchio umbro di alimenti zootecnici è stato, infatti, definitivamente rilevato dalla società guidata da Luciano e Marco Grigi la quale ha deciso di puntare decisamente sul brand investendovi circa 12 milioni di euro.

La conferenza stampa. I dettagli del progetto che il Gruppo Grigi ha per il rilancio dell’impianto torgianese sono stati illustrati mercoledì 25 maggio, a Perugia, dai due titolari del gruppo umbro che si occupa di mangimistica, da Luca e Daniele Grigi e Luigi Frenguellotti, rispettivamente responsabile del nuovo stabilimento, responsabile marketing e direttore commerciale del gruppo. Presenti all’incontro anche Fernanda Cecchini, assessore alle politiche agricole e agroalimentari della Regione Umbria, e Marcello Nasini, sindaco di Torgiano. “Finalmente – ha commentato Daniele Grigi –, dopo quattro anni di trattative, riusciamo a dare vita a questo nostro progetto che permetterà di riqualificare completamente la struttura di Pontenuovo, sia esternamente che internamente, dotandola anche di tecnologie altamente avanzate dal punto di vista produttivo e dell’efficientamento energetico. Questo stabilimento dovrà, infatti, essere il nostro cardine produttivo in ambito mangimistico e le operazioni che stiamo portando avanti ci permetteranno di essere ancora più competitivi in un mercato sempre più agguerrito”.

I lavori affidati a ditte umbre. Il programma operativo prevede che la prima tranche di lavori si concluda nel giro di nove mesi. Il secondo step, con investimenti per 3,5 milioni di euro, prenderà invece il via, all’incirca, alla fine del 2017. “Si tratta di lavori – ha sottolineato Luciano Grigi – affidati tutti a ditte umbre con ricadute, quindi, per l’economia regionale, anche al di fuori dell’ambito agricolo. L’investimento sulle energie rinnovabili, positivo per i costi di produzione ma anche per l’ambiente, e l’occhio di riguardo che abbiamo voluto mettere nell’estetica della struttura, così da tutelare il paesaggio, sono ulteriori dimostrazioni del nostro legame con il territorio”.

Lo stabilimento di Pontenuovo. L’opificio Valigi produce attualmente 3.500 quintali di mangimi al giorno. Di questi, circa il 65 per cento è destinato all’insaccamento e il restante agli allevatori di ruminanti, monogastrici e suini. “La capacità produttiva – ha spiegato Frenguellotti – è però di 6.500 quintali al giorno che, al termine dei lavori, contiamo di portare a 10mila quintali al giorno. Stiamo infatti investendo anche sui mercati per cercare di sfruttare al massimo il nuovo sito produttivo”. Nello stabilimento di Pontenuovo verrà anche trasferita l’intera attività produttiva adesso sviluppata nella sede centrale del Gruppo Grigi a Bastia Umbra, dove rimarrà soltanto il centro di stoccaggio di materie prime.

Il brand Valigi. “L’acquisizione del marchio Valigi – ha aggiunto Frenguellotti – è strategica anche per il posizionamento importante e di prestigio che il brand ha nel mercato nazionale, sia per gli allevatori che per i rivenditori. È in previsione il lancio della nuova linea Valigi, che è stata sospesa per circa due anni, mentre tra luglio e settembre riprenderemo la distribuzione di tutti i prodotti, puntando anche a nuovi clienti e mercati”. “Grigi sta investendo molto sul territorio – ha concluso Cecchini – dando occupazione e aumentando il suo fatturato. I fondi del Programma di sviluppo rurale hanno dato sicuramente una mano ma ricordiamoci che i progetti legati al Psr vanno cofinanziati e per farlo è necessario essere dinamici, saper guardare avanti e credere nello sviluppo del settore”.

Nicola Torrini

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