Geometri riuniti a Perugia per fare il punto sul futuro professionale

Alviero Palombi, Enzo Tonzani, Catiuscia Marini, Maurizio Savoncelli, Fausto Amadasi, Alberto Diomedi
Da sinistra: Alviero Palombi, Enzo Tonzani, Catiuscia Marini, Maurizio Savoncelli, Fausto Amadasi, Alberto Diomedi

Circa 500 professionisti con i vertici nazionali del Collegio dei geometri e geometri laureati – Incontro voluto dai due organi umbri per discutere di formazione, previdenza e lavoro

(umbriajournal by Avi News) – PERUGIA Un incontro per fare il punto della situazione e discutere del futuro della professione. Con questo intento si sono riuniti, giovedì 18 giugno, circa 500 geometri provenienti da diverse parti d’Italia, a San Martino in Campo, alla presenza dei vertici regionali e nazionali dal Collegio dei geometri e geometri laureati. Organizzato dai collegi delle province di Perugia e Terni, rappresentati dai rispettivi presidenti Enzo Tonzani e Alberto Diomedi, l’evento ha visto anche la partecipazione di Maurizio Savoncelli, presidente del Consiglio nazionale geometri e geometri laureati, e di Fausto Amadasi, presidente della Cassa italiana previdenza e assistenza geometri. Intervenuti inoltre Catiuscia Marini, presidente della Regione Umbria, Emanuele Prisco, assessore all’urbanistica e edilizia privata del Comune di Perugia, e Marco Martini, responsabile sezione patrimonio e bilancio della Scuola umbra di amministrazione pubblica.

Qualità e competenza “Siamo pronti per affrontare le nuove sfide – ha affermato Savoncelli -. In questo momento il Paese ha bisogno di energia, entusiasmo ma anche di grande qualità e competenza. Noi abbiamo messo in campo un sistema di formazione continua e di qualificazione delle attività del geometra che porta a una spiccata qualità della prestazione professionale a garanzia della società civile ma anche dei professionisti che in essa operano”.

Crisi, formazione, rapporto con le istituzioni “Il Collegio ha voluto questo incontro – ha dichiarato Enzo Tonzani – per approfondire materie quali previdenza e formazione dei nostri liberi professionisti. Vogliamo colmare le lacune che ci siamo accorti di avere e orientare i geometri alla luce delle nuove sfide che la professione si troverà ad affrontare nel futuro”. “La crisi che ha investito il settore dell’edilizia – ha continuato Tonzani – ha avuto delle ripercussioni sulla professione del geometra: commesse di lavoro ridotte, difficoltà di vedersi riconoscere i pagamenti dovuti da altri professionisti che a loro volta risentono della crisi. Nota positiva, in questo quadro, è il rapporto che si è instaurato con le istituzioni locali. Vorremmo continuare su questa scia e lo faremo collaborando con la Scuola umbra di amministrazione pubblica”. In programma vi sono infatti una serie di convegni nella sede della scuola rivolti a 30 tecnici delle pubbliche amministrazioni e 70 per i liberi professionisti, allo scopo di avviare un confronto e favorire un’interpretazione univoca del Testo unico per il governo del territorio e materie correlate Legge regionale numero 1 del 2015.

Il lavoro del geometra – ha affermato Diomedi – ha campi di applicazione vasti che riguardano non solo l’edilizia ma anche la topografia, l’estimo, il diritto del contenzioso amministrativo e tributario. Chiediamo alla politica di dare maggiore visibilità alla nostra professione e di coinvolgerci nel processo legislativo come d’altronde è già avvenuto con l’istituzione della Rete delle professioni tecniche dell’Umbria”.

L’intervento di Marini “Quella del geometra – ha dichiarato Marini – è una professione che ha fatto un po’ la storia italiana. Insieme abbiamo collaborato nell’ambito della riqualificazione urbana, della normativa antisismica, del patrimonio pubblico. Siamo intervenuti su beni culturali, salvaguardia e protezione del territorio dal dissesto idrogeologico. Questi tecnici non solo sono interlocutori importanti per la Regione ma anche figura professionale chiave per il futuro dell’Umbria”.

Previdenza sociale All’incontro si è parlato anche di previdenza sociale. “Questo – ha affermato Amadasi – è un tema che investe l’intero sistema Paese. Fin dal 1998 abbiamo cercato di intervenire per evitare di continuare quel percorso poco virtuoso che portava alle pensioni d’oro. Adesso occorre concentrarsi sul recupero della redditività dei nostri iscritti favorendone l’occupazione”.

Rossana Furfaro

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