Fondazioni bancarie: Fisac Cgil Umbria, avviare riflessione sul loro ruolo nella crisi

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cgil(umbriajournal.com) PERUGIA – “È giunto il momento di avviare una riflessione sul ruolo delle Fondazioni Bancarie in Umbria, riflessione che passi anche, se necessario, per una rivisitazione degli statuti, con il fine di consentire un ruolo maggiormente attivo di questi soggetti pubblico-privati nel contrasto della crisi sempre più drammatica che tiene sotto scacco la nostra regione”.
Ad affermarlo è il segretario generale della Fisac Cgil dell’Umbria, Massimo Giulietti, che interviene nel dibattito aperto alcune settimane fa da Attilio Romanelli, segretario generale della Cgil di Terni.
Per la Fisac, che ha da poco lanciato a livello nazionale il suo “Manifesto per la buona finanza”, è indispensabile che in questa fase critica le Fondazioni “svolgano appieno il loro ruolo di salvaguardia e stimolo sul territorio, intervenendo, ove possibile, a sostegno della piccola e media impresa umbra, anche, ad esempio, con progetti di formazione e riqualificazione del personale e con studi finalizzati alla creazione di nuova occupazione”.
Nel suo manifesto, inoltre, la Fisac propone “la dismissione del capitale delle banche detenuto dalle Fondazioni bancarie tenendo conto, nei tempi e nelle modalità, delle condizioni del mercato”.
“È indubbio – afferma Massimo Giulietti – che in questo momento le fondazioni abbiano quantità ingenti dei propri patrimoni investite in titoli di vario genere. Noi crediamo che sia il momento di iniziare ad invertire la tendenza, cercando, in un contesto di crisi profondissima come quella che sta vivendo la nostra regione, di concentrare tutte le risorse economiche disponibili a supporto delle attività produttive che mantengono e garantiscono l’occupazione sul territorio. E questo – spiega Giulietti – anche mediante partecipazioni azionarie nelle imprese o attraverso la costituzione di un fondo rotativo, come proposto dalla Cgil di Terni”.
Su questi temi la Fisac Cgil dell’Umbria ha intenzione di organizzare a breve un incontro pubblico. “Vogliamo parlare di buona finanza e farlo con i soggetti direttamente interessati – conclude Giulietti – per questo intendiamo mettere intorno ad un tavolo sindacato, istituzioni locali e fondazioni bancarie, sperando che tutti accettino il confronto”.

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