Finanza alternativa e pmi, la Bcc Umbria fa il punto con l’Anspc

in piedi il professor Ercole Pellicanò

(umbriajournal.com) by Avi News PERUGIA – Si rifletteva essenzialmente sulle opportunità che la cosiddetta finanza alternativa può offrire a sostegno delle piccole e medie imprese, ma è stata anche l’occasione per fare il punto sullo stato dell’imprenditoria e del mondo del credito, in un’ottica di rilancio dell’economia nazionale. Si è svolto giovedì 15 giugno a Perugia, nella sala dei Notari, il convegno organizzato dall’Associazione nazionale per lo studio dei problemi del credito (Anspc) con lo scopo di fornire contributi ed efficaci indirizzi in merito al supporto che i fondi di private equity, bonds, Pir (Piani individuali di risparmio) e altri strumenti di finanza alternativa possono dare alle pmi reduci da anni di crisi. Visto il tema di grande interesse anche per le realtà imprenditoriali e bancarie regionali, anche la Bcc Umbria ha dato il suo supporto all’iniziativa.

“Sono anni – ha affermato Marcello Morlandi, direttore generale di Bcc Umbria, presente all’iniziativa insieme al presidente Palmiro Giovagnola – che collaboriamo con il presidente dell’Anspc, il Cavaliere del lavoro Ercole Pellicanò. Bcc Umbria si sta organizzando con prodotti innovativi, ma lo farà, soprattutto, dopo la costituzione del gruppo nazionale Iccrea, in cui entreremo a far parte, che vedrà la luce entro la fine del 2018. Le pmi sono la forza del Paese, nonostante le difficoltà di questi anni. Adesso è necessario trovare alternative alla finanza ordinaria attraverso prodotti di nuova generazione di cui si parla oggi come nuovi strumenti a servizio delle imprese per l’acquisizione di capitale. Strumenti tanto più validi se integrati all’evoluzione del digitale”.

“Conosco la Bcc Umbria abbastanza bene – ha commentato Pellicanò –. L’istituto risponde a quelle che sono le caratteristiche di banca del territorio: lavora per esso e a sostegno delle aziende. Dobbiamo, però, ricordarci che le banche sono anch’esse imprese, che non devono fare beneficenza ma dare finanziamenti a chi lo merita. A causa della crisi del 2008, abbiamo avuto un terribile peggioramento della situazione per cui, oggi, il sistema bancario nel suo complesso ha sofferenze per 80 miliardi di euro. Lasciando da parte casi patologici e di mala gestione, bisogna ammettere che la colpa non è delle banche e che pure queste sono vittime di una situazione generale difficile su cui anche gli imprenditori si devono interrogare”.

“Le imprese italiane – ha continuato Pellicanò – hanno una capacità di recupero notevolissima, una grande capacità di andare all’estero e di guadagnare mercati, ma c’è bisogno di un sistema paese che le sostenga e che dia loro fiducia. Fiducia che deve essere alimentata dal sistema politico, senza contorsioni, ma pensando unicamente all’interesse del Paese, all’occupazione e ai giovani”.

 

Nicola Torrini

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