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Filt Cgil Umbria: grave la scelta di Trenitalia di chiudere deposito Fabriano

Filt Cgil Umbria: grave la scelta di Trenitalia di chiudere deposito Fabriano
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Filt Cgil Umbria: grave la scelta di Trenitalia di chiudere il deposito ferroviario di Fabriano.
La Filt- Cgil dell’Umbria condanna pesantemente la scelta di Trenitalia di dismettere e chiudere il deposito ferroviario di Fabriano. Una scelta che impoverisce ancora di più un territorio a cavallo con quello Umbro, già pesantemente colpito dalla crisi del settore manifatturiero e metalmeccanico; l’ennesimo “pezzo” di storia ferroviaria che se ne va, sacrificato per logiche che fatichiamo a comprendere.

La fascia appenninica tra Umbria e Marche già violentemente colpita dalla crisi in questi anni, ha visto progressivamente disgregarsi il proprio tessuto produttivo, basta ricordare la difficile vertenza Antonio Merloni, dunque proprio non si sentiva la necessità di andare a dismettere un altro sito in quella zona.

Purtroppo, anche noi in Umbria, negli ultimi anni, abbiamo lottato aspramente contro la dismissione unilaterale di alcuni siti ferroviari, vedi il Centro di Formazione di Foligno e l’officina dei Carri di Terni (quest’ultima successivamente riaperta, come da noi fortemente auspicato), pertanto conosciamo bene cosa significa affrontare un’azienda “sorda e irragionevole”.

La dismissione di tale impianto, produrrà ricadute occupazionali su circa 30 persone, 20 delle quali dipendenti di Trenitalia ed in procinto di essere trasferite ad Ancona (quasi 100 km di distanza) e 10 impiegate presso ditte appaltatrici di cui non si conosce con certezza la sorte.

Ci schieriamo pertanto al fianco della Filt-Cgil Marche nel condannare tale scelta, denunciando altresì l’atteggiamento di chiusura e scarsa ragionevolezza dimostrata da Trenitalia.

Filt Cgil Umbria

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