FILIERA AGRICOLA ITALIANA, DANNI DA FAUNA SELVATICA E PAC

(UJ.com3.0) PERUGIA – L’evoluzione del Progetto Coldiretti per una filiera agricola tutta italiana, le problematiche legate all’annoso problema dei danni della fauna selvatica all’agricoltura, la nuova Pac (Politica Agricola Comunitaria), tabacco, sicurezza sui luoghi di lavoro. Questi gli argomenti principali trattati nell’incontro degli imprenditori agricoli della Coldiretti di Città di Castello e Umbertide, svoltosi nei giorni scorsi, cui hanno partecipato tra l’altro, il presidente e il direttore provinciale Coldiretti Luca Panichi e Alberto Bertinelli e la responsabile di Zona Coldiretti e presidente di Opit, Marcella Calabresi.

Riguardo la nuova Pac – riferisce Coldiretti – è stato ribadito il forte auspicio che essa possa premiare chi crea sviluppo, occupazione e presidio del territorio; occorre una Pac insomma che premi le imprese vere. L’attenzione resta alta, in attesa della definizione delle decisioni e dei regolamenti in sede comunitaria.

Particolarmente sentito da parte degli imprenditori agricoli locali – aggiunge Coldiretti – il tema dei danni provocati dalla fauna selvatica alle imprese, in particolare dalla specie cinghiale. Bisogna – è stato affermato nel corso dell’incontro – potenziare gli sforzi per fronteggiare una situazione sempre più insostenibile per le aziende, che continua a provocare grande preoccupazione negli imprenditori agricoli, oltre che danni ingenti ai bilanci aziendali. Solo con una sempre più decisa opera di prevenzione – afferma Coldiretti – sarà possibile limitare al minimo i danni e di conseguenza gli esborsi risarcitori della pubblica amministrazione per gli indennizzi.

Altro importante argomento posto all’attenzione dei soci – conclude Coldiretti – quello dell’evoluzione del Progetto economico della Coldiretti per una filiera agricola tutta italiana. Un progetto che sta trovando concretezza grazie alle iniziative di vendita diretta e di filiera corta di Campagna Amica, ma anche grazie al lavoro svolto in direzione di filiere più strutturate. In quest’ambito, proprio la nascita di Opit (Organizzazione Produttori Italiani Tabacco), costituisce un esempio di razionalizzazione della filiera e di attuazione del concetto di filiera corta, per aumentare il potere contrattuale dei produttori.

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