Elettrici: stato di agitazione in tutto il comparto termoelettrico

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Venerdì 19 giugno alle 11,00 in piazza Montecitorio a Roma manifestazione nazionale dei lavoratori elettrici promossa da Filctem-Cgil, Flaei-Cisl, Uiltec-Uil per protestare contro la perdita di posti di lavoro nel settore, in particolare nel comparto della generazione termoelettrica. Saranno più di 500 i lavoratori delle centrali italiane provenienti da tutta Italia che chiederanno a gran voce un piano per gestire “l’allarme lavoro” di oltre 10.000 addetti in un settore, quello termoelettrico, che la crisi rischia di travolgere, dove solo pochi anni fa era inimmaginabile che ciò accadesse. La mobilitazione riguarderà naturalmente anche i lavoratori umbri del settore: quelli della E.on di Terni, coinvolti da un processo di cessione di ramo d’azienda; quelli della centrale di Pietrafitta, ferma ormai da gennaio e a rischio ridimensionamento; e quelli della centrale di Bastardo, già destinata a prossima chiusura.

Una situazione “dirompente” secondo i sindacati nazionali, che in una lettera al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, parlano di “una crisi che non accenna a diminuire, dovuta al calo dei consumi, oltre che alla mancata pianificazione energetica che ha provocato, fino ad oggi, la perdita di migliaia di posti di lavoro e che, se non adeguatamente affrontata, continuerà a creare disoccupazione diretta e nell’indotto”.

“Non c’è più tempo da perdere, se ne è perso fin troppo”, denunciano ancora Filctem Cgil, Flaei-Cisl e Uiltec-Uil, che propongono “un vero e proprio piano di emergenza, ipotizzando l’idea di una cabina di regia e la indispensabile riapertura di un tavolo permanente Presidenza del Consiglio, ministeri interessati e parti sociali per definire comunemente una strategia volta a rilanciare il mercato elettrico italiano, dare stabilità e certezze ad un asset strategico del paese, garantire lavoro e occupazione”.

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