Crisi, le imprenditrici umbre del terziario “al contrattacco”

Le imprenditrici umbre del terziario

Le imprenditrici umbre del terziario non si rassegnano alla crisi. E passano al contrattacco, investendo prima di tutto nella loro crescita professionale, a cui aggiungono grinta da vendere, grande consapevolezza dei propri mezzi e nessuna sudditanza psicologica rispetto ai colleghi maschi.

E’ il confortante “spaccato” del mondo imprenditoriale femminile emerso in occasione del corso di aggiornamento di due giorni promosso dal sindacato Terziario Donna della Confcommercio della provincia di Perugia, dedicato ai tema “Donne & Governance. Dalla leadership al successo aziendale” e riservato ad imprenditrici associate all’organizzazione.

Sotto la guida del docente e trainer Lino Barbasso, le corsiste hanno approfondito i temi della leadership, del public speaking, della vendita creativa. La spinta ad investire due giorni nella propria formazione è per tutte quella di acquisire nuovi strumenti per affrontare i tanti cambiamenti in atto e reagire al momento di enorme difficoltà economica.

 

LE PARTECIPANTI AL CORSO – “L’ angoscia per la crisi c’è – dice Monica, giovane agente immobiliare – figuriamoci poi nel mio settore, ma io sono qui per combatterla”. Lorella, titolare di un negozio di intimo e abbigliamento: “Noi donne abbiamo tutte le caratteristiche per fare impresa al meglio. Ho frequentato questo corso perché mi consente di approfondire temi che in parte già conoscevo. Ora la sfida è mettere in pratica queste metodologie, sicuramente efficaci per migliorare la gestione della nostra attività”. Rosella, un negozio di abiti da sposa, ha colto al volo l’occasione perché “sono momenti di crescita che aiutano a rimettersi al passo con i tempi”, mentre Francesca, operatrice turistica e presidente dell’Associazione Turistica del Monte Cucco, ha voluto approfondire aspetti, come il public speaking, particolarmente funzionali alla sua attività; Rita, agente di commercio, sia pure non lontana dalla pensione, è convinta “che c’è sempre da migliorare e da imparare, e inoltre questa è una occasione di confronto con altre imprenditrici come me”.

Di maggiori difficoltà o “discriminazioni” nei confronti dell’imprenditoria maschile le imprenditrici umbre quasi non vogliono sentir parlare, anche se ci sono aspetti, in primis l’accesso al credito, in cui per loro è tutto più difficile: per le donne i tempi di risposta si allungano, si chiedono garanzie maggiori, costi di commissioni e interessi sono più alti. “Certo, essere donna – dice sempre Francesca – non è facile a tutti i livelli, e certi clienti si comportano diversamente se hanno di fronte interlocutori femminili o maschili”, ma Claudia, agente di commercio come la madre Rita, non ha dubbi: “Non ho trovato nessuna difficoltà nel fare il mio lavoro legata all’essere donna, anche se opero in un ambito prettamente maschile, anzi spesso riscontro una attenzione maggiore”. Patrizia, che dirige un laboratorio di analisi, parla addirittura dell’orgoglio di essere imprenditrice, e Roberta, un ruolo di responsabilità in una importante azienda familiare che opera nel settore della gastronomia industriale, spiega la sua presenta al corso con la volontà di investire nella propria crescita imprenditoriale, soprattutto in considerazione del cambiamento in atto, perché “è bene essere all’avanguardia e non fermarsi mai”.

Insomma, su questo universo di donne imprenditrici l’Umbria sembra proprio che possa scommettere per volontà di reazione e di mettersi al passo con il nuovo che avanza. “Per quanto fortemente colpite dalla crisi – sottolinea Nela Turkovic, presidente Terziario Donna Confcommercio della provincia di Perugia – le donne non solo hanno mostrato negli ultimi anni una capacità di resistenza maggiore rispetto agli uomini, limitando gli effetti negativi sul sistema imprenditoriale, ma si dimostrano anche più in grado di intercettare gli spazi di innovazione, di cambiamento e di crescita offerti dal terziario, facendo della crisi un’occasione per rimettersi in gioco e trasformarla in una vera e propria opportunità. L’entusiasmo con cui hanno partecipato al corso ne è una prova”.

 

L’IMPRENDITORIA FEMMINILE IN UMBRIA – Della grinta mostrata dalle imprenditrici umbre del terziario l’Umbria ha davvero bisogno per avere una speranza di ripresa, se si considerano da un lato l’indagine congiunturale Unioncamere relativa al II trimestre 2014, che testimonia un quadro economico in grande difficoltà per la nostra regione, dall’altro il “peso” che l’imprenditoria femminile ha in Umbria: a fine 2013 operavano nella regione 26.973 imprese con donne titolari, il 33,4% del totale, la percentuale più alta in Italia dopo il Molise. In provincia di Perugia sono 16.781, con un incremento rispetto al 2009 di circa 150 unità. E nella classifica delle province con la più alta presenza di donne imprenditrici, Terni è al settimo posto. Il terziario femminile si conferma il settore più virtuoso: rimane praticamente invariata la quota di donne imprenditrici dal 2009 ad oggi (-0,3% contro il -10,7% dell’agricoltura e il -9,5% dell’industria) e cresce il suo peso sul totale dell’economia passando dal 66,6% al 69%. Alloggio e ristorazione e servizi alla persona sono i settori in cui si consolida l’iniziativa delle donne imprenditrici, che aumentano la loro presenza anche in settori tradizionalmente maschili come le attività immobiliari (+7,2%) e quelle finanziarie e assicurative (+4,3%). Negli anni della crisi (dal 2010 ad oggi), il terziario è il settore preferito dalle donne per l’avvio di nuove attività: nel secondo trimestre 2014, le nuove iscritte “femminili” in provincia di Perugia sono il 30% del totale, anche se in calo del 4,3% allo stesso periodo del 2013. Le nuove iscritte “femminili” si distribuiscono in modo prevalente nel commercio (31% delle imprese classificate); seguono l’agricoltura e il turismo con valori attorno al 15%.

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