Cooperative, fenomeno workers buyout nell’evento da Umbrò a Perugia

lavorare senza padroni

Dino Ricci (Legacoop): imprese recuperate sono strumento di crescita anche in Umbria – Presentato il libro del giornalista Angelo Mastrandrea ‘Lavoro senza padroni’

(umbriajournal.com) by Avi News PERUGIA – Il ‘workers buyout’, fenomeno sempre più diffuso a livello internazionale nel mondo del lavoro devastato dalla crisi, è stato il tema al centro dell’incontro che si è svolto mercoledì 21 settembre, a Perugia, nei locali di Umbrò, in occasione della presentazione del libro ‘Lavoro senza padroni’ scritto dal giornalista Angelo Mastrandrea.

Cos’è il workers buyout. Si tratta di un’operazione di acquisto per cui un’azienda fallita viene rilevata dai suoi ex dipendenti che si riuniscono in cooperativa e investono l’indennità di disoccupazione o il Tfr per rilanciarne la produzione. Una sfida economica e anche un cambio di paradigma mentale, per chi da operaio si reinventa imprenditore. Una sfida difficile che però, nella grande maggioranza dei casi, ha successo.

Cosa racconta ‘Lavoro senza padroni’. Mastrandrea, firma de l’Espresso e Internazionale, con questo suo lavoro racconta un viaggio tra le imprese recuperate, fra Italia, Europa e America Latina. “Con questo libro reportage – ha spiegato Mastrandrea – ho voluto raccontare le storie di lavoratori che con impegno, passione e coraggio sperimentano non solo un modo nuovo di fare impresa ma un modo nuovo di vivere. Nel mio viaggio fra le fabbriche recuperate ho visto di tutto, dalle piastrelle agli infissi, dai medicinali ai sanitari. E dunque l’unico limite è il coraggio al cambiamento”.

La situazione in Umbria. I dati confermano queste sensazioni. Al 2014 le imprese recuperate in Italia erano più di 250 di cui Umbria oltre 20. Negli ultimi anni questo fenomeno è in costante crescita come ribadisce Dino Ricci, presidente di Legacoop Umbria. “Le imprese recuperate – ha dichiarato Ricci – rappresentano un’esperienza importante in Italia e in Umbria. In seguito al lungo periodo di crisi che abbiamo vissuto, molte realtà imprenditoriali importanti della regione sono andate in difficoltà e alcune di queste sono state salvate dai lavoratori in forma cooperativa. Come Legacoop accompagniamo i lavoratori che intendono costituire una cooperativa per salvare la propria impresa. Mettiamo a loro disposizione, a titolo gratuito, consulenze specialistiche e li supportiamo nel confronto con istituti di credito e società finanziarie specializzate come Coopfond, il fondo di investimento che interviene nel capitale delle società cooperative e che ha una specifica linea di intervento per supportare la nascita e lo sviluppo delle imprese recuperate”. Recentemente, importanti imprese manifatturiere umbre, come la Stile e la Fail, sono state recuperate dai lavoratori riuscendo in questo modo a salvare un patrimonio di competenze e quasi 80 posti di lavoro che altrimenti sarebbero andati dispersi. La cooperativa rappresenta anche una soluzione per favorire il cambio generazionale coinvolgendo i dipendenti nella proprietà dell’impresa, come è accaduto in passato con la Keller Grigliati e recentemente con la cooperativa Gbm.

Una strada per tornare a crescere. Per Luca Ferrucci, professore di economia all’Università degli Studi di Perugia, i ‘workers buyout’ rappresentano un esempio di come sia possibile percorrere nuove strade per tornare a crescere. “Dopo anni di crisi economica – ha affermato Ferrucci – è sempre più forte l’esigenza di individuare nuove politiche industriali sia in Italia che in Umbria. Le imprese recuperate rappresentano un esempio di come nelle situazioni di crisi d’impresa è possibile sperimentare soluzioni nuove che permettono di salvare l’impresa e i lavoratori”.

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