Il convegno sulla Pac 2014-2020 di Ara Umbria si è tenuto allo stabilimento del Gruppo Grifo agroalimentare

(Avi News) – Perugia, 24 set. – “Legame col territorio, qualità e trasparenza nella produzione”. Queste le linee guida da tenere per la produzione nel settore latte secondo il presidente del Gruppo Grifo agroalimentare, come ribadito nel corso del convegno, promosso dall’Associazione regionale allevatori (Ara) dell’Umbria, che si è tenuto mercoledì 24 settembre nello stabilimento della cooperativa umbra di Ponte San Giovanni, a Perugia. Un incontro, intitolato ‘Pac 2014-2020. Le nuove regole dei pagamenti e l’impatto sulle aziende da latte alla luce dello scenario economico del settore’, che ha visto al tavolo, oltre al presidente Catanossi, Stefano Pignani e Luca Panichi, rispettivamente direttore e presidente di Ara Umbria, Diego Furia, direttore di Coldiretti Umbria, e Angelo Frascatelli dell’Università degli Studi di Perugia. “Ci saranno regole migliori – ha detto Panichi sulla Pac 2014-2020 –: avremo risorse aggiuntive per quanto riguarda le misure dirette alle aziende e alla produzione del latte e punteremo su quelle di investimento regionale dei Piani di sviluppo rurale, Psr. Tutto per far crescere un settore che già fa da traino all’economia, in generale, in Umbria e all’interno del comparto”. “‘Speranza’ – ha aggiunto Pignani – è la parola che tutti devono portare a casa dopo il convegno. Le risorse ci sono e l’Unione europea le ha messe a disposizione, sia con il ‘primo pilastro’, quello della Pac, che andrà direttamente agli allevatori, sia nel secondo, che vedrà il passaggio attraverso le misure regionali dei Psr. Attraverso queste si deve investire nel futuro che, se lavoreremo insieme, si potrà costruire anche e soprattutto per il settore latte”.

Oltre al focus particolare sulle Politiche agricole comuni del prossimo settennato europeo, dai titoli alle strategie, dall’attenzione ai giovani e al ‘greening’, il presente e il futuro del comparto sono stati argomenti di discussione nel corso dell’incontro. “Il settore è in difficoltà – ha spiegato Panichi –, ma sta subendo meno di altri. Sentiamo fortemente l’impatto con i costi di produzione totalmente italiani a fronte dei ricavi che sono, invece, globalizzati. C’è una grande difficoltà nel contraddistinguere il prodotto umbro da quelli che arrivano da tutta Europa e fuori e passano con un marchio italiano. Qui si deve operare, anche a livello legislativo, per rafforzare il mercato italiano e aggredire, così, anche quelli esteri”. “L’Umbria – ha aggiunto Pignani – è una terra con una produzione di livello elevato, al settimo posto in Italia per il latte, secondo i nostri dati nazionali. Dobbiamo osare di più, guardare avanti insieme a istituzioni e strutture economiche. Per questo abbiamo scelto di fare la conferenza allo stabilimento del Gruppo Grifo che lavora il 90 per cento del latte umbro”.

Maria Cristina Costanza

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