Confcommercio, le imprese umbre del terziario puntano sull’innovazione

PERUGIA – Le imprese umbre del commercio, turismo e servizi scommettono sull’innovazione, come fattore essenziale per riposizionarsi e costruirsi nuove prospettive per il loro futuro. E Confcommercio della provincia di Perugia le affianca e sostiene in questa sfida. Gli oltre 600 imprenditori di tutta la regione che hanno affollato il Centro Congressi dell’Hotel Giò – in occasione del primo Forum sull’innovazione di Confcommercio della provincia di Perugia “Evoluzioni. Protagonisti del cambiamento”, il 13 aprile a Perugia – sono la prova che, pur nell’attuale difficilissimo contesto economico, tra le piccole e medie imprese del terziario c’è voglia di riscossa.

“L’innovazione è una scelta senza ritorno per le imprese dei nostri settori: o innovano oppure rischiano di scomparire”, ha sostenuto il presidente della Confcommercio della provincia di Perugia Giorgio Mencaroni. “Ma noi dobbiamo aiutarle. Le imprese devono poter lavorare in un ambiente economico che le faciliti, accompagnate da politiche che mettano realmente l’impresa e il suo futuro al centro delle decisioni strategiche. Se i nostri settori sono centrali per l’economia, come spesso ci viene riconosciuto, allora ci aspettiamo azioni conseguenti, che riconoscano ai nostri settori lo spazio e il ruolo che spetta loro.

Confcommercio sente la responsabilità di dare risposte ai tanti imprenditori che, nonostante tutto, non si sono mai arresi, mantenendo fortissima la voglia di fare impresa.  Anche noi abbiamo avviato, e stiamo portando a termine, un processo di cambiamento.  Ci siamo dati e ci stiamo dando nuove regole interne, per fare di Confcommercio una associazione più semplice ed efficiente.  Stiamo andando verso una razionalizzazione che ci porterà, speriamo, ad avere molto presto un unico soggetto regionale, in rappresentanza di migliaia di imprese del terziario.

Il cambiamento dal punto di vista organizzativo, per le imprese, si tradurrà anche in servizi più qualificati e una assistenza più completa.

La politica – ha sottolineato Mencaroni – deve fare la sua parte.  Le imprese del terziario di mercato, quelle che Confcommercio rappresenta, contribuiscono per oltre il 40% al Pil e all’occupazione nazionale. In Umbria le imprese dell’area Confcommercio sono il 49,6% sul totale delle imprese di tutti i settori economici (dati 2014).

Alla politica e alle istituzioni umbre oggi chiediamo un cambio di passo sensibile, un impegno forte nei confronti delle nostre imprese, che le aiuti davvero nel processo di cambiamento, su tre fronti: l’innovazione, le città, il turismo”.

L’innovazione

Per Confcommercio l’innovazione nei settori del terziario non è solo nuove tecnologie, ma anche organizzativa e di processo, una attitudine al cambiamento, centrata principalmente sul rapporto col cliente.

“Occorre a volte un salto culturale da parte delle imprese, superare quello che è un “cultural divide” più che solo un “digital divide”.  Non bastano quindi gli interventi previsti dall’Agenda digitale o dal Piano telematico regionale sulle infrastrutture tecnologiche”, ha specificato il presidente Confcommercio Giorgio Mencaroni.  “Occorrono anzitutto azioni di formazione e assistenza alle imprese per far percepire il cambiamento in atto”.

L’innovazione è anche offline, può riguardare una gestione più scientifica delle imprese e del personale. Per questo serve un insieme di azioni integrate fra loro: interventi di consulenza e formazione, investimenti in tecnologia, nuova occupazione qualificata.

Sul fronte dell’innovazione – intesa quindi in senso lato – Confcommercio chiede alla Regione uno sforzo straordinario: lo stanziamento di 15 milioni di euro nel settennio 2014-2020, destinati a finanziare bandi per il commercio e il turismo, con azioni integrate sull’innovazione che riguardino:

– Investimenti tecnologici (software e hardware);

– Formazione degli operatori, coaching, consulenza e assistenza nell’implementazioni delle soluzioni informatiche individuate;

– Sostegno alla internazionalizzazione, per aiutare le nostre imprese ad andare sui mercati esteri, che non sono affatto una prerogativa del manifatturiero, come ci dimostrano tante esperienze di successo;

– Consulenza specialistica sulla modalità di una più scientifica gestione aziendale.

Le città

Le città rappresentano un unicum della nostra economia non delocalizzabile dal punto di vista paesaggistico, architettonico e storico-culturale. Nelle città, il terziario svolge una funzione di integrazione sociale e di servizio alla comunità. Il terziario è il principale erogatore e fruitore dei servizi, nel contesto delle città.

I luoghi del commercio, incastonati nel patrimonio architettonico e artistico delle nostre città d’arte, possono farci realizzare le Smart Cities all’italiana: un fronte sul quale Confcommercio si propone necessariamente con un ruolo da protagonista.

La Regione ha attivato una propria Agenda Urbana, ma i primi indirizzi per la sua attuazione, approvati a inizio marzo, riguardano esclusivamente i servizi pubblici.

Sono stati destinati 35,5 milioni di euro per l’attuazione degli interventi per cinque città umbre (11,6 milioni di euro a Perugia; 9,5 a Terni; 6,5 a Foligno; 4,2 a Città di Castello; 3,7 a Spoleto).

Confcommercio chiede un pieno coinvolgimento nella fase di progettazione e realizzazione dell’Agenda Urbana. Ma soprattutto di superare il taglio pubblicistico relativo agli investimenti da effettuare.

Vanno previsti interventi anche in favore delle imprese che offrono servizi a cittadini e turisti: per l’abbattimento del consumo di energia, introduzione di ICT per ottimizzare i processi o promuovere il punto vendita, messa a disposizione di aree wi – fi libere, ecc.  Nei progetti, inoltre, devono rientrare anche attività di formazione, consulenza, assistenza alle imprese.

Confcommercio chiede perciò alla Regione di investire 10 milioni di euro nel settennio 2014-2020 per la realizzazione di un Piano che riguardi anche le altre città medie, con interventi integrati su riqualificazione, rilancio economico e politiche per la residenzialità.

Il turismo

Il turismo è una risorsa strategica su cui l’Umbria deve puntare, un comparto che non può essere relegato in posizione subalterna; ma deve essere trattato e considerato nelle politiche economiche come un driver potente, da sostenere e valorizzare adeguatamente, per una maggiore produttività del sistema – Umbria nel suo complesso.

“Su questi concetti – ha ribadito il presidente Mencaroni – in tanti sono pronti oggi a concordare con la nostra posizione; ma quando si deve passare dalle parola ai fatti le cose cambiano. Anche la sfida del turismo deve essere lanciata ora e subito. L’Umbria ha tutte le carte in regola per giocare la sua partita. Anche in vista dell’Expo 2015. Anche in vista del Giubileo straordinario dell’8 dicembre.

L’Expo, ad esempio, deve essere una grande vetrina per l’Umbria. Dobbiamo preparare pacchetti ed eventi per i turisti che verranno, per far conoscere ed apprezzare le nostre ricchezze.  Ma soprattutto dobbiamo saper gestire la fase del “dopo Expo”, che può essere davvero strategica per noi, se avremo saputo fare i passi giusti. Ad esempio immaginando da subito percorsi che, integrando l’enogastronomia con il meglio della nostro territorio, ci consentano di “vendere” nel tempo l’offerta turistica umbra.

Abbiamo elaborato una serie di proposte per lo sviluppo del turismo. Su queste ci confronteremo, nei prossimi giorni e nei prossimi mesi, con la Regione e con tutti i soggetti che vorranno dare il loro contributo”.

 

I lavori del Forum sono stati aperti da Vasco Gargaglia, direttore di Confcommercio-Imprese per l’Italia della provincia di Perugia, e moderati da Fabio Fulvio, responsabile Settore Politiche per lo Sviluppo Confcommercio-Imprese per l’Italia.

Del negozio nell’era di internet – tendenze, nuovi modelli di business, evoluzione del mercato, evoluzione del consumatore – hanno parlato Marco Grossi, Head of Agency EMEA, Facebook; Michele Simone, Seller Strategy manager eBay in Italia; Fabrizio Valente, presidente KiKi Lab.

Sulle Politiche per l’innovazione, si sono confrontati Giorgio Mencaroni, presidente Confcommercio-Imprese per l’Italia della provincia di Perugia, e Fabio Paparelli, assessore al Commercio Regione Umbria.

 

Marco Grossi, Head of Agency, SMB EMEA, di Facebook

Oggi, sempre più persone si rivolgono al web e ai propri dispositivi mobili per scoprire ed entrare in contatto con le aziende per loro più rilevanti ed è, quindi, cruciale che le PMI siano presenti online e possano contare su strumenti efficaci, semplici da usare e che permettano loro di raggiungere il proprio target anche in mobilità. In questo contesto Facebook rappresenta il partner ideale per le imprese, che solo in Italia possono contare su un bacino di 20 milioni di persone connesse quotidianamente alla piattaforma, di cui 17 milioni da dispositivi mobili – numeri che al mese raggiungono i 26 milioni da desktop e i 22 milioni da mobile

Sono infatti oltre 2 milioni le Piccole e Medie Imprese in tutto il mondo che investono attivamente su Facebook: un numero in continua crescita, che solo sei mesi fa raggiungeva gli 1,5 milioni e che conferma la strategicità della piattaforma come strumento di business al servizio delle imprese per il raggiungimento efficace e misurabile dei loro obiettivi. Allo stesso modo 30 milioni di imprese in tutto il mondo utilizzano attivamente le Pagine Facebook per crescere. E sono sempre di più quelle che fanno uso di video come strumento di valore per coinvolgere in modo creativo il proprio target: nel solo mese di settembre 2014, oltre 800.000 PMI hanno caricato più di 3 milioni di video sulla piattaforma a livello globale, con l’84% dei video postati al di fuori degli Stati Uniti. Un trend di crescita che nel 2014 ha visto raddoppiare il numero di PMI che hanno caricato video su Facebook. Inoltre, in Italia si contano già più di 745,7 milioni di connessioni fra persone e aziende (25 miliardi globalmente), mentre in generale quasi il 70% delle persone su Facebook è connesso alla Pagina di almeno una PMI nel proprio Paese.

“Le PMI rappresentano il tessuto portante della nostra economia, e quindi l’elemento chiave per la crescita la creazione di nuovi posti di lavoro. Il nostro impegno è volto a mettere a loro disposizione strumenti, supporto e progetti educativi che possano aiutarle nel raggiungere in modo sempre più efficace i propri obiettivi di business” –  dichiara Marco Grossi, Head of Agency, SMB EMEA, di Facebook. “La collaborazione con Confcommercio è fondamentale per la realizzazione di attività dedicate alla formazione digitale sul territorio per offrire a tutte le imprese la possibilità di cogliere le opportunità generate dal digitale e dal mobile.”

Michele Simone, Seller Strategy Manager di eBay in Italia: “L’omnicanalità – che affianca uno store online al negozio tradizionale – per eBay costituisce uno dei principali punti di forza verso il rilancio dell’economia e dell’Italia. eBay, in particolare, è uno dei canali più efficienti, innovativi e facili da usare a disposizione delle aziende: a partire da 17,35 euro al mese, infatti, si può aprire un negozio sulla piattaforma, mantenendo l’identità del brand, con la possibilità di raggiungere quasi duecento mercati nel mondo. Il tutto con un risparmio evidente in termini di creazione, supporto e gestione del negozio online, sia per le imprese che hanno già un canale online e vorrebbero ampliarlo che per quelle che hanno intenzione di crearlo da zero.

Da sempre infatti eBay è partner dei grandi e piccoli venditori e mai un loro competitor. Basti pensare che sono oltre 55 milioni le inserzioni a livello italiano, con una media di 74 oggetti venduti ogni minuto, vale a dire oltre un oggetto al secondo. Motivo per cui su eBay.it (attivo in Italia dal 2001) lo scorso anno hanno operato oltre 26mila venditori professionali, soprattutto nelle categorie:  Tecnologia; Casa, Arredamento e Bricolage; Abbigliamento; Ricambi Auto e Moto; Collezionismo; Vini, Caffè e Gastronomia.

L’acquisto senza frontiere, inoltre, è uno dei principali valori aggiunti di eBay. Il commercio transfrontaliero ha permesso nel 2014 al 63% dei venditori professionali che hanno operato su eBay.it di esportare i loro prodotti in ben 176 Paesi nel mondo, in primis Germania, Francia e Stati Uniti”.

Fabrizio Valente, presidente di Kiki Lab: “Per il retail il momento di innovare è ora. Perché cambiano i processi decisionali e le location di acquisto,  la cross-canalità  si impone; l’esperienza di acquisto non è più soddisfazione di un bisogno ma di una emozione, per cui la moderna tendenza è il retailtainment, ovvero coniugare opportunità di shopping e di svago.  Innovare è dunque una necessità per i piccoli, che non hanno massa critica e devono conquistare nicchie importanti differenziandosi, e per i gruppi che stanno soffrendo, che devono in genere lavorare su un doppio binario: recuperare efficienza e investire per riposizionarsi. Come innovare con successo? Introducendo elementi di rottura con il passato e col presente, perché ‘anticipano il futuro’.  Le tendenze chiave dell’innovazione nel retail sono: l’experience, ovvero l’esperienza retail che va ben oltre i prodotti che si acquistano e spazia della componente emotiva a quella razionale; l’assortimento, perché il mix dell’offerta resta sempre strategico; la comunicazione, perché comunicare bene la propria impresa resta basilare;  i valori a cui si ispira la propria azienda; le tecnologie e il digitale, ricordando sempre che la tecnologia in sé non è un’innovazione, ma innovazione è ciò che di nuovo la tecnologia permette ai clienti di fare”.

Le imprese umbre si misurano con l’innovazione tecnologica

Le imprese umbre cominciano a misurarsi con le nuove tecnologie. Alcuni dati da una indagine Confcommercio su un campione di imprese associate della provincia di Perugia lo confermano.

Per il 67% delle imprese l’innovazione tecnologia e digitale è diventata elemento imprescindibile del fare impresa.

Alla domanda su quali siano gli aspetti che maggiormente traggono vantaggio dalla innovazione tecnologia, per il 23% gli imprenditori hanno risposto che si possono abbattere i costi di gestione, per il 39% che si ottimizzano i processi di gestione, per il 14% che si sviluppano migliori e più efficaci politiche di marketing mentre per il 6% che aiuta a trovare nuove opportunità di mercato. E’ passato dal 35% (nel 2012) al 42% la percentuale degli intervistati che ha un sito internet e usa la posta elettronica; dal 26% (nel 2012) è salita al 30% la percentuale di chi utilizza anche i più noti social network come strumento di promozione e sviluppo delle strategie aziendali.

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