‘Comunichi@mo la filiera’, convegno di Assalzoo giovani a Perugia

Da sinistra Mariano Pauselli, Antonio Boschetti, Alberto Allodi, Giuseppe Pulina, Agostino Macrì

Obiettivo: promuovere conoscenza di agroalimentare e zootecnìa, vittime di pregiudizi – Ad Agraria giornata di confronto con ricercatori, imprenditori e esperti del settore

(umbriajournal by Avi News) – PERUGIA Promuovere la conoscenza della filiera agroalimentare italiana troppo spesso vittima di pregiudizi e false informazioni. Con questo scopo il Gruppo giovani dell’Associazione nazionale produttori di alimenti zootecnici (Assolzoo) ha organizzato, venerdì 8 aprile, al Dipartimento di scienze agrarie, alimentari e ambientali dell’Università degli Studi di Perugia, una giornata di confronto con ricercatori, imprenditori, esperti del settore distributivo e amministratori, dal titolo ‘Comunichi@mo la filiera’.

I presenti Al presidente di Assalzoo Alberto Allodi il compito di aprire il confronto moderato da Antonio Boschetti, direttore responsabile de ‘L’informatore agrario’, e seguito dagli interventi di Agostino Macrì, responsabile del settore sicurezza alimentare dell’Unione nazionale consumatori (Unc), e Giuseppe Pulina, docente dell’Università di Sassari, membro dell’Associazione per la scienza e le produzioni animali (Aspa) e del Comitato scientifico per l’innovazione (Csi) di Assalzoo. Inoltre, hanno preso parte, tra gli altri, Fernarda Cecchini, assessore all’agricoltura della Regione Umbria, Benedetta Mayer, presidente Giovani Assalzoo, Francesco Divella, presidente Giovani imprenditori Federalimentare, Massimo Chiovoloni, direttore del Dipartimento di prevenzione Uoc igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche dell’Usl Umbria 1 e Mariano Pauselli, professore e coordinatore della Commissione orientamento del Dipartimento di agraria dell’ateneo perugino.

I temi affrontati Diversi gli aspetti affrontati, dalle carenze comunicazionali della filiera ai condizionamenti cui sono soggetti i consumatori che devono destreggiarsi tra “un’ampia disponibilità di prodotti a prezzi contenuti – ha raccontato Macrì –, messaggi pubblicitari ingannevoli e scandali alimentari pilotati. Molti i pregiudizi da combattere come il fatto che gli Ogm facciano male, gli alimenti biologici siano più sicuri e la carne sia imbottita di ormoni. Occorre spiegare ai consumatori che il problema principale sono gli errori alimentari e la gestione del cibo soprattutto a livello domestico (tossinfezioni). Ogni alimento presente nel mercato possiede ottimi livelli di sicurezza e per questo bisogna organizzare una cabina di regia tra i diversi produttori per comunicare tutto ciò, imporre regole per una pubblicità corretta e coinvolgere i cittadini in campagne di informazione”.

Dell’allevamento italiano ha parlato Pulina: “Non bisogna denigrare la carne perché gli alimenti di origine animale sono parte sostanziale del benessere umano. L’impatto ambientale delle produzioni zootecniche è limitato e può essere ridotto attraverso l’intensivizzazione sostenibile. Inoltre, si tratta di una mistificazione dire che ciò che è naturale è buono e ciò che è artificiale è cattivo.Tutti i prodotti dell’agricoltura sono artificiali”.

“A seguito degli attacchi mediatici che il nostro settore ha subìto negli ultimi tempi – ha dichiarato Mayer – abbiamo iniziato un percorso che parte da Perugia e proseguirà con altre iniziative. Probabilmente non abbiamo saputo comunicare adeguatamente il lavoro e i controlli che ci sono alla base del sistema agroalimentare italiano perciò vogliamo raccontare tutto ciò che c’è di buono in esso partendo dall’assunto che un consumatore informato è in grado di fare scelte più consapevoli”.

“C’è bisogno di dare le giuste informazioni al consumatore – ha aggiunto Divella – sia per quanto riguarda il settore delle carni sia per quello dell’olio d’oliva e dei cereali, che sono i più bersagliati. L’Italia ha una grande industria alimentare soggetta a controlli accurati ed elevati standard di sicurezza”.

“Dal punto di vita igienico – sanitario – ha affermato Chiovoloni – facciamo controlli sia nel settore zootecnico sia in quello degli alimenti di derivazione animale. Possiamo rassicurare il consumatore umbro perché la filiera è garantita a tutti i livelli. Tra le decine di migliaia di campionamenti effettuati sono davvero una piccolissima parte, al di sotto dell’1%, quelli che risultano non conformi alle norme”. “C’è disinformazione – ha affermato Allodi –. Il nostro principale obiettivo è ridare certezza ai consumatori, renderli consapevoli delle eccellenze italiane”.

“L’agricoltura e la zootecnia devono confrontarsi con il problema del cambiamento climatico del Pianeta perciò occorre ripensare a nuovi modelli produttivi – ha commentato Pauselli – che considerino l’animale all’interno di un sistema agricolo. Ci dobbiamo interrogare sulle possibili soluzioni alla crescente domanda di cibo a livello mondiale. Questo è anche uno dei compiti della Ricerca”.

Rossana Furfaro

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