Cina e Umbria più vicine grazie a Federmobili – Confcommercio

Federmobili-Cina(UJ.com3.0) PERUGIA – Un progetto per avvicinare l’Umbria alla Cina, motore mondiale dello sviluppo economico. Lo ha elaborato Federmobili della provincia di Perugia Confcommercio, i cui dirigenti – Marco Fantauzzi, Simone Collaretti, Guido Canuzzi e Mirco Caprini – hanno incontrato, presso l’ambasciata di Roma, il nuovo ministro consigliere commerciale della Repubblica popolare cinese Gao Yuanyuan ed il suo segretario Li Shaofeng. Il presidente Federmobili della provincia di Perugia Marco Fantauzzi ha illustrato ai rappresentanti della Repubblica popolare cinese gli obiettivi del progetto, disegnato dalla organizzazione, che spazia su vari fronti di collaborazione reciproca in ambito commerciale ed immobiliare. “L’incontro – racconta Marco Fantauzzi, presidente Federmobili della provincia di Perugia – si è svolto in un’atmosfera di calda e proficua intesa. Abbiamo invitato il nuovo ministro a tornare in Umbria, che ha già apprezzato nelle recenti visite ad alcuni luoghi simbolo della regione – Perugia, Assisi, Spoleto e Todi – anche per conoscere meglio i nostri prodotti agroalimentari e i nostri grandi eventi.

Auspico che si possano instaurare nuovi e proficui scambi commerciali tra la Repubblica popolare cinese e l’Umbria, grazie a questo progetto. Il primo passo è stato quello di realizzare un prodotto di presentazione che riassumesse in maniera completa le caratteristiche specifiche della nostra struttura e delle nostre aziende associate, con il proposito di far conoscere al meglio il livello produttivo, espositivo ed il nostro know how. Partiamo dal presupposto che uno dei settori del Made in Italy più apprezzato all’estero è sicuramente quello dell’arredamento, grazie ad una produzione di alto livello.

Il bacino asiatico, secondo i dati del Salone del Mobile di Milano appena concluso, è tra i più interessati a questo settore. Nel 2013, il 70% della produzione sarà destinata alle esportazione e solo il restante 30% al mercato interno. Una fetta di questo 30% sarà sicuramente indirizzata verso mercati paralleli esteri. I nostri prodotti, per gusto e design, hanno saputo farsi notare e desiderare in ogni parte del mondo. Grazie al suo crescente potere d’acquisto”, conclude Fantauzzi, “la Cina potrebbe favorire in maniera decisiva il recupero della competitività che l’Italia ha perso, rispetto gli altri Stati concorrenti, in altri comparti dell’economia”.

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