CasaPound a Collestrada, “commercianti abbandonati dalle istituzioni”

CASAPoundSITin(UJ.com3.0) COLLESTRADA (Pg) – “Serrande abbassate attività chiuse, tu mandi querele e solite scuse”. È quanto si leggeva sullo striscione esposto stamattina dai militanti di CasaPound Italia Perugia durante il sit-in che hanno tenuto a Collestrada, per protestare contro l’amministrazione comunale che “ha completamente abbandonato i commercianti al degrado e alla malavita”. “Rispondiamo a una richiesta di aiuto dei cittadini – spiega il movimento – che sempre di più ci chiedono di intervenire per portare all’attenzione di tutti i loro problemi. In particolare, oggi rispondiamo ai commercianti: si sentono abbandonati dalle istituzioni, che nulla fanno contro la serie di furti che sta imperversando anche in questa zona della città”.
“L’amministrazione comunale – prosegue CasaPound Perugia – si limita a mettere in piedi iniziative di facciata, come il sopralluogo al campo rom che si è rivelato poco più di una passeggiata, visto che l’insediamento è rimasto esattamente dov’era anche dopo l’intervento della municipale”.
“Abbiamo dimostrato, però – ricorda Cpi Perugia – che suonare la sveglia alle autorità competenti funziona: già in altri quartieri le nostre manifestazioni sono state decisive per farle muovere e, per esempio, far partire blitz delle forze dell’ordine che hanno portato al sequestro di droga e all’arresto di numerosi spacciatori”.
“Ora – prosegue l’associazione – speriamo di attirare anche l’attenzione del sindaco e di scuoterlo dal suo torpore. Finora, anziché prendere coscienza di una situazione disastrosa in cui ha precise responsabilità, rendersi conto di aver contribuito alla morte del centro storico in cambio di sfavillanti centri commerciali targati coop in periferia, dedicarsi anima e corpo a contrastare la crescente malavita, ha preferito elargire cittadinanze onorarie in ogni dove e prendersela con chi dice la verità sulla situazione di Perugia, minacciando azioni legali e – conclude il movimento – tentando di criminalizzare chi, come CasaPound Italia, denuncia il fallimento di certe politiche, a partire da quelle dell’integrazione a ogni costo”.
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