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CASA, BOLLETTE E AFFITTO SI MANGIANO IL 61 PER CENTO DEL REDDITO

prestito-personale-70mila-euroSpese per l’affitto e bollette impattano per il 61,4% sui redditi degli umbri, il 7,6% in più della media europea. Lo rivela uno studio dell’Uniat Umbria, l’Unione nazionale inquilini ambiente e territorio.

“La causa è il basso reddito, inferiore del 25% rispetto alla media europea – dice l’Uniat – nonostante i costi di affitto siano più bassi di 100 euro mensili e nonostante quest’anno i prezzi di un contratto di locazione in Italia siano calati in media del 4,5%. E se alcuni capoluoghi fanno segnare un vero e proprio tracollo, con riduzioni a doppia cifra per città come Perugia (-14,2%) e Trieste (-11,8%), per le città metropolitane i cali sono decisamente inferiori con il mercato che sembra andare verso la stabilizzazione”. L’Unione inquilini rileva che “la casa rappresenta una spesa enorme, quasi ingestibile per le famiglie perugine (la media del solo affitto a Perugia è di  385 euro)  e italiane, a differenza di quanto accade nel resto d’Europa mediamente i costi di affitto e bollette assorbono il 61,4% del reddito disponibile netto mensile, quasi l’8% in più della media europea”.

L’Uniat chiede, pertanto che venga calmierato il mercato delle case in affitto.

“Occorre garantire un’alternativa credibile per le famiglie meno abbienti – scrive l’Uniat – che non hanno casa né possono pensare di comprarla, soprattutto nelle grandi città. Dato che il sistema bancario è restio a concedere mutui e prestiti alle famiglie l’attenzione va posta sulle locazioni. Soprattutto gli enti locali e le regioni devono prevedere incentivi sulle case in affitto – conclude l’Unione inquilini – calmierando il mercato portando il costo delle locazioni a livelli medio bassi, sempre garantendo il mercato libero”.

 

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