Campagna ‘Stop alle false cooperative’, raccolte in Umbria 3.100 firme

Presentati i risultati del viaggio nell’Umbria della buona cooperazione. L’Alleanza delle cooperative italiane Umbria chiede ora al Parlamento leggi più severe
Da sinistra Dino Ricci e Andrea Fora

(umbriajournal.com) by avi news PERUGIA – In centomila hanno sottoscritto la campagna nazionale di raccolta firme ‘Stop alle false cooperative’ promossa dall’Alleanza delle cooperative italiane (Aci) su tutto il territorio nazionale. Anche l’Umbria ha contribuito al successo del progetto con 3.100 firmatari della proposta di legge di iniziativa popolare, presentata al Parlamento italiano, che prevede pene più severe nel contrasto al fenomeno delle false cooperative. I risultati sono stati illustrati, a Perugia, venerdì 6 novembre, da Dino Ricci e Andrea Fora, rispettivamente presidente e copresidente dell’Aci dell’Umbria. Il ‘Viaggio nell’Umbria della buona cooperazione’, questo il nome che ha assunto nel territorio regionale l’iniziativa a sostegno della campagna nazionale, ha avuto inizio il 7 maggio e ha toccato otto tappe, Terni, Spoleto, Gualdo Tadino, Umbertide, Città di Castello, Perugia, Bastia Umbra e Marsciano. “Le false coop – ha spiegato Ricci – sono quelle imprese che utilizzano in modo improprio la forma cooperativa, inquinano il mercato offrendosi a prezzi più bassi di quelle che agiscono correttamente e spesso eludono il fisco chiudendo e riaprendo più volte le attività sotto un nuovo nome. Chiediamo, dunque, la cancellazione dall’albo delle cooperative e la conseguente perdita della qualifica stessa per le imprese che non siano state sottoposte a revisioni o ispezioni”. La proposta di legge prevede, inoltre, la definizione di un programma di revisioni, in via prioritaria, per quelle cooperative che non vi sono state sottoposte da lungo tempo, così come per quelle appartenenti a settori più a rischio; la tempestiva comunicazione dello scioglimento delle cooperative all’Agenzia delle entrate per contrastare il fenomeno di quelle che nascono e cessano l’attività nel giro di pochi mesi, accumulando debiti nei confronti dell’erario; la creazione di una cabina di regia al Ministero dello sviluppo economico che coordini i soggetti chiamati a vigilare sulle cooperative evitando sovrapposizioni e duplicazioni di adempimenti attraverso intese che consentano di coordinare revisori provenienti anche da altre amministrazioni. “Contestiamo, inoltre – ha affermato Ricci –, il fenomeno del massimo ribasso nelle gare di appalto che, inevitabilmente, favorisce le imprese che non rispettano i Contratto collettivo nazionale di lavoro”.

Tra i firmatari della proposta di legge, oltre a numerosi sindaci dei principali Comuni umbri, anche la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini. “Oltre che raccogliere firme – ha aggiunto Fora – il viaggio ha prodotto una grande partecipazione dei cittadini e ha contribuito a far conoscere l’attività delle cooperative sane. In Umbria la cooperazione, pur nelle difficoltà dell’attuale congiuntura economica, sta vivendo un momento di ripresa con i giovani che chiedono di costituire imprese in forma cooperativa essendo vantaggiosa da un punto di vista dell’investimento iniziale di capitale”. Allo stato attuale, sono 453 le cooperative che aderiscono all’Aci dell’Umbria, per un totale di 619mila soci e 21.897 occupati e un valore della produzione complessiva che si attesta su oltre 5,5 miliardi di euro. Tra le prime cinque imprese umbre per volume di produzione tre sono cooperative. Inoltre, delle prime cento cooperative per valore della produzione 95 aderiscono all’Alleanza della cooperative italiane.

Rossana Furfaro

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