Caccia, Atc Perugia 2 avvia il ripopolamento di lepri in bassa Valnerina

Uomini dell'Atc Pg 2 e Agenzia forestale regionale. Al centro Luciano Calabresi

Saranno rilasciati 80 esemplari del Centro faunistico regionale San Vito di San Venanzo – Il presidente Luciano Calabresi “Puntiamo ad avere selvaggina di grande qualità”

(Avi News) – San Venanzo, 28 gen. – Sulle pendici del monte Peglia, dove sorge il Centro faunistico ‘San Vito’ della Regione Umbria, gli uomini dell’Ambito territoriale di caccia Perugia 2 (Atc Pg 2), insieme agli operatori dell’Agenzia forestale regionale, sono, in questi giorni, impegnati nella cattura di lepri per il ripopolamento dei territori agro-silvo-pastorali destinati alla caccia programmata. Un’operazione sperimentale che vede per la prima volta la collaborazione tra il centro di ripopolazione faunistica di San Venanzo e l’Atc Pg 2. “L’obiettivo – ha commentato Luciano Calabresi, presidente dell’Atc Pg2 – è quello di rilasciare nel territorio animali di elevata qualità. In questo caso parliamo di circa 80 riproduttori, nati e cresciuti in questa struttura d’eccellenza, che saranno liberati nei comuni della bassa Valnerina”.

Allevamento e cattura. I cuccioli passano i primi 25 giorni della loro vita insieme alla madre e vengono poi tenuti in un parco di svezzamento per ulteriori 60 giorni durante i quali sono costantemente monitorati. Vengono poi allevati a terra in zone recintate di vaste dimensioni. “Adesso – ha spiegato Calabresi – stiamo ricatturando degli esemplari di 6 mesi d’età dopo che questi hanno vissuto un lungo periodo di preambientamento”. Ai soggetti, a cui era già stato impiantato un microchip, viene quindi applicato un nuovo bollo identificativo. “Una volta presi – ha aggiunto Calabresi –, dividiamo i capi in coppie composte da un maschio e una femmina per poi farli riprodurre in territorio libero. La prima fase di questo esperimento sta andando nel migliore dei modi ma saranno gli stessi cacciatori a valutare l’esito finale dell’operazione”.

Produzione di fagiani. Il Centro faunistico San Vito si occupa anche della produzione di fagiani e attualmente conta circa 3mila esemplari della specie allevati in circa 10 ettari di voliere. È presente anche un gruppo ovaiolo all’interno di una struttura che dispone di sale incubatrici e per il primo svezzamento. Una volta adulti i capi sono distribuiti tra i tre Ambiti territoriali di caccia regionali.

Priorità dell’Atc Pg 2. “Il ripopolamento – ha ricordato Mario Damiani dell’ufficio di presidenza dell’Atc Pg 2 – è uno dei principali compiti degli Atc e noi ci stiamo attrezzando per andare incontro alle esigenze dei cacciatori: avere, cioè, selvaggina di qualità anche se non in grandi quantità”. “Dobbiamo ringraziare l’assessorato regionale alla caccia – ha dichiarato Calabresi – per averci dato questa opportunità di collaborazione”.

La voce delle associazioni venatorie. Alle operazioni di cattura erano presenti anche i rappresentati di alcune associazioni venatorie regionali. “È un’iniziativa estremamente positiva – ha detto Franco Di Marco, presidente regionale di Federcaccia Umbria –. Abbiamo potuto constatare la presenza di animali veramente selvatici che rispondono a pieno alle richieste dei cacciatori. La Regione deve continuare a credere in questo centro così come nel Centro di produzione fauna selvatica di Torre Certalda di Umbertide. Noi siamo disponibili a collaborare con l’assessore Fernanda Cecchini e con l’Atc Pg 2 a cui va il nostro plauso”. “Questa ottima attività di ripopolamento – ha affermato Nando Loretoni, presidente regionale di Libera caccia Umbria – deve proseguire nel tempo. I cacciatori hanno bisogno di selvaggina cresciuta a terra e di grande qualità come quella qui presente”.

Nicola Torrini

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