Biogas come opportunità e risorsa per il paese al centro di un incontro

(umbriajournal.com) by Avi News BASTIA UMBRA – “Il biometano può diventare una grande opportunità e un’enorme risorsa per il nostro Paese. È un carburante che possiamo produrre noi stessi e che permetterebbe di renderci, in parte, indipendenti dall’importazioni di combustibili di origine fossile”. Sono parole cariche di fiducia nel futuro del settore delle energie ricavabili dai processi agricoli quelle pronunciate da Lorenzo Maggioni, del Consorzio italiano biogas, in occasione del convegno ‘Esperienze innovative e prospettive delle agroenergie in Umbria’ che si è svolto sabato 28 marzo, a Umbriafiere di Bastia Umbra. Un incontro, nell’ambito di Agriumbria 2015, a cui hanno partecipato anche Fernanda Cecchini, assessore alle politiche agricole della Regione Umbria, Rufo Ruffo, presidente del Cratia, ente di formazione di Confagricoltura Umbria, Domenico Brugnoni, presidente dell’Associazione italiana energie agroforestali, e Giuliano Polenzani, dirigente del Servizio politiche per l’innovazione e fitosanitario della Regione Umbria. “C’è la possibilità – ha spiegato Maggioni – di produrre grossi quantitativi di biometano ma stiamo ancora aspettando che le istituzioni ci mettano in condizioni di operare”. “Il biogas – ha quindi ricordato Maggioni in risposta a una domanda sul perché spesso si creino comitati locali ostili a queste tecnologie – è utilizzato in numerosi Paesi, soprattutto in Nord Europa e Svizzera, dove c’è un’altissima attenzione nei confronti dell’ambiente. Ovunque sono contenti. Non ci sono mai stati problemi e contestazioni. Addirittura, il Wwf parla del biometano come di una risorsa per risolvere i problemi ambientali e l’ente di ricerca svizzero sull’agricoltura biologica suggerisce agli agricoltori biologici di produrre biogas. È abbastanza inspiegabile che solo in Italia ci siano personaggi, in particolare alcuni docenti, che passano la propria esistenza a parlare male, non suffragati da nessun dato sperimentale scientifico, di qualcosa che evidentemente non conoscono”.

A supporto di queste affermazioni sono stati presentati i risultati estremamente positivi di alcuni progetti in questo ambito che hanno visto il coinvolgimento di Confagricoltura Umbria. In particolare, Lorenzo Iraci, titolare della Società agricola Iraci Borgia Ss e dirigente di Confagricoltura Umbria, ha illustrato l’esperienza di Biol e Claudio Fabbri, del Centro ricerche produzioni animali, il progetto Biogas2. “L’idea che sta dietro a Biol – ha commentato Iraci – è di utilizzare in maniera ambientalmente sostenibile ed economicamente vantaggiosa i reflui dei frantoi oleari. Le acque di vegetazione e le sanse umide, invece di essere distribuite nei terreni, quindi con il rischio di inquinamento, sono state consegnate al nostro impianto di biogas, stoccate e utilizzate giornalmente, in piccole quantità, per produrre energia”. “Questa – ha aggiunto Cecchini – è una delle iniziative finanziate con la Misura 124 del nostro Psr, rivolta all’innovazione di processo e di prodotto e al miglioramento delle performance ambientali. Abbiamo investito oltre 20 milioni di euro su questa Misura e, con essa, promosso oltre 100 progetti”. “Con Biogas2 – ha spiegato Fabbri – aiutiamo gli impianti di biogas a individuare soluzioni per l’utilizzo di frazioni fibrose che non siano degli insilati di mais. In questo modo gli impianti si svincolano dalle normali attività agricole e si orientano nell’utilizzo di scarti dell’agricoltura e dell’agroindustria”.

 

Nicola Torrini

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