Ast-Tk, l’azienda non retrocede, il piano resta invariato

TERNI – Le strategie industriali della ThyssenKrupp rimangono immutate rispetto al piano finanziario presentato il 17 luglio scorso al Mise. Nei due giorni in cui si è sviluppato il confronto tra sindacati e azienda, con la presenza dell’amministratore delegato di Ast, Lucia Morselli, sotto lo sguardo attento del prefetto Gianfelice Bellesini, sono stati spulciati capitolo per capitolo tutti i centri di spesa per capire dove poter aggredire il debito risparmiando il taglio al personale.

Un comunicato diffuso nel tardo pomeriggio di ieri da Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Ugl è chiaro: “Nonostante gli ulteriori elementi forniti e le delucidazioni date dal management aziendale – si legge -, la discussione non ha sortito cambiamenti di merito e di impostazione rispetto al piano». Durante il confronto – cominciato giovedì mattina tra sorrisi e strette di mano e proseguito fino a ieri a fasi alterne, con momenti più o meno tesi, sempre sotto la supervisione del prefetto Gianfelice Bellesini – degli esuberi e della chiusura di uno dei due forni fusori, è bene precisarlo, non si sarebbe parlato in modo esplicito, ma – continuano i sindacati – «permangono le criticità rispetto a strategie commerciali, mercati di riferimento, politiche degli acquisti e dei prezzi, mix produttivi, volumi, investimenti e futuro di tutte le produzioni presenti nel sito, salvaguardia occupazionale”.

In base ai documenti forniti dai sindacati non tornerebbero i conti neanche sul numero degli esuberi. La Thyssen ne ha annunciati 550. I sindacati avrebbero rimesso sul tavolo, l’accordo sulla mobilità sottoscritto a novembre dello scorso anno nel quale la società aveva varato un piano triennale di interventi per recuperare efficienza e abbattimento dei costi nel quale l’esubero di personale era stimato in 150 unità. Un taglio che rientrava in una strategia più complessa per recuperare il disavanzo.

Il sindacato, insomma, la sua parte l’ha fatta, ora – hanno sottolineato informalmente i rappresentanti dei lavoratori al termine del confronto – sta all’azienda fare la sua parte, dimostrare le sue reali intenzioni ed apportare un eventuale cambio di strategia. Ma lo spiraglio che si è aperto dopo l’incontro del 4 settembre scorso, con il ritiro delle procedure di mobilità per un mese, più che dagli incontri imbastiti in sede locale, potrebbe spalancarsi oppure chiudersi definitivamente. La Thyssen ha avanzato delle richieste ben precise e vuole garanzie che potranno arrivare solo dal Governo. Si saprà quindi sono il 19 settembre, giorno in cui è fissata la nuova riunione a Roma, se l’azienda sarà disposta a cedere su qualcosa.

Print Friendly, PDF & Email

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*