Ast Public Company? Melasecche: “Restiamo per favore con i piedi per terra”

thyssen-terni_69TERNI – La campagna elettorale impazza e fra cose serie e meno serie alcune proposte obbligano a riflettere. Un candidato a sindaco, probabile futuro alleato di Di Girolamo, utiIizza un argomento delicato quale quello delle acciaierie con una certa disinvoltura. Propongo viceversa di maneggiare l’argomento con cura. Per risolvere la situazione del nostro sito produttivo più importante propone di togliere l’AST dalle mani dei tedeschi e, gestita in assoluta autonomia dall’attuale management, farne una public company, cioè una società quotata in borsa le cui azioni vengano acquistate dalle famiglie e dagli investitori istituzionali.
Qualche banale osservazione: in un mondo sempre più globalizzato produrre acciaio inox a prezzi concorrenziali obbliga, per rimanere sul mercato, disporre di risorse finanziarie enormi ed essere collegati ai mercati di sbocco del prodotto finito reperendo energia a basso costo, ma anche investire incessantemente in nuove tecnologie, senza dimenticare che il problema della discarica e dell’ambiente, fin qui sottaciuto dalla politica e dall’azienda, comporterà a breve un impegno economico non indifferente. Se la valutazione di questi problemi ha comportato la decisione da parte di un colosso del livello della Tyssen Krupp, con collegamenti mondiali di primo livello, di vendere l’intero comparto dell’inox al miglior offerente, qualcuno ritiene che quella che diventerebbe una fabbrica locale avrebbe migliori prospettive? Non solo, gli investimenti nell’industria siderurgica hanno ritorni di possibili utili solo nel medio e lungo termine.

 

Chi sarebbe disponibile ad acquistare azioni quotate in borsa, se non fosse certa la solidità dell’investimento e la elevata redditività dello stesso? Quale ternano, pensionato delle acciaierie metterebbe la liquidazione e tutti i risparmi di una vita in una società con un futuro che in quelle condizioni diverrebbe ancor più incerto dell’attuale? Bando quindi alle ipotesi di fantasia che tentano di solleticare l’orgoglio cittadino fondate però su una autarchia finanziaria oggi impossibile. Pretendiamo piuttosto il sindaco a far pesare la propria autorevolezza sui tavoli che contano per chiudere la tragica pantomima degli ultimi due anni e discutiamo di come affrontare i tanti problemi cittadini irrisolti. Terni, 30 marzo 2014 Enrico Melasecche, consigliere comunale

Print Friendly, PDF & Email

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*