Assemblea Comitato Soci Spoleto Credito e Servizi “ Amici Della Banca Popolare di Spoleto”

Visco Indagato? Massimo riserbo Procura Spoleto su caso Bps
Visco Indagato? Massimo riserbo Procura Spoleto su caso Bps

da Vincenzo Cementi
SPOLETO – Alla presenza di un numeroso e qualificato pubblico di soci azionisti ( imprenditori, liberi professionisti,  cittadini) e della stampa locale si è tenuta ieri sera presso Il Baio di Camporoppolo di Spoleto l’assemblea dei Soci del Comitato in vista dell’Assemblea della Coperativa SCS del prossimo 11 ottobre 2014. Al tavolo dei relatori il coordinatore del Comitato dottor Maurizio Hanke , il commercialista Sandro Feliziani ed il Tesoriere Nazionale  della UIL Credito, Assicurazioni ed Esattorie, Lucio Giardini.  Maurizio Hanke ha sottolineato con forza, tra gli obiettivi che il Comitato si pone, primo tra tutti, la volontà di ridare una speranza ai soci della SCS che hanno visto sfumare i propri risparmi,  partendo da quella quota del 14% di proprietà della Banca Popolare di Spoleto che,  “costituisce l’ultima trincea  dalla quale non possiamo arretrare ulteriormente – ha detto Hanke-  e anzi dalla quale dobbiamo ripartire dopo il commissariamento dell’Istituto. I soci  costituiscono la nostra prima e più importante risorsa e  dobbiamo  lavorare per restituire al titolo della SCS la dignità che merita e che meritano i suoi possessori.

Sarà  un percorso duro e irto di difficoltà- ha continuato Maurizio Hanke- e l’assemblea dei soci deve prima di tutto dare mandato ai futuri amministratori di ricercare e trovare spazi operativi in cui la SCS potrà creare e sviluppare una serie di servizi ai soci sia nella intermediazione finanziaria, sia offrendo una gamma di prodotti e servizi nel campo fiscale, amministrativo e finanziario.”  Il coordinatore del Comitato” Amici della Banca Popolare di Spoleto” , già sorto alla fine degli anni ottanta per sostenere la Bps e la sua insostituibile funzione sociale di motore economico del territorio spoletino ed umbro, ha rivolto un accorato appello all’intero corpo sociale dei risparmiatori azionisti che nel tempo hanno aderito alla Scs quale erede del patrimonio di idee cooperativistiche e mutualistiche da cui originò la Banca Popolare Cooperativa di Spoleto(1895) .

In questo, Hanke si è espressamente richiamato alla profonda dirittura morale dei padri fondatori dell’Istituto di credito spoletino citando, primo fra tutti, Giulio Cesari che, rinunciando inizialmente ai suoi compensi, si prodigò nel suo modestissimo ufficio di Vicolo S. Filippo per dare un futuro alla Banca Popolare ed al territorio spoletino gravato alla fine dell’ottocento da una terribile “crisi economica e sociale” . E proprio sulla scia di quell’esempio di esemplare dedizione e  moralità, Hanke ha proposto come primo atto del nuovo Consiglio di amministrazione una coesa azione di responsabilità indirizzata verso le passate amministrazioni “volta – ha concluso Hanke – a restituirci il maltolto, a recuperare il patrimonio dilapidato, a perseguire i colpevoli della malagestione”.
Il commercialista Sandro Feliziani  ha ripercorso gli ultimi anni della vita della SCS  e l’azione che, coerentemente, un piccolo gruppo di soci ha portato avanti, secondo  una scrupolosa attività di critica e controllo delle strategie dell’Istituto anche negli anni in cui tutto- sembrava-  andasse bene. Egli ha dato anche suggerimenti sull’ azione che il nuovo CdA  di Scs, che sarà eletto dalla imminente Assemblea dei Soci di ottobre, dovrà porre in essere per evitare che l’Istituto non possa adempiere nemmeno alla sue fondamentali funzioni e tentando anzi di recuperare i danni che le passate sciagurate gestioni hanno prodotto”.
Lucio Giardini ha dichiarato che “Prospetticamente la situazione patrimoniale ed economica della SCS appare estremamente problematica. Siamo ai limiti delle possibilità di sopravvivenza societaria. Oltre le attività tradizionali, comunque da rinnovare, in favore dei soci occorrerà sviluppare nuovi servizi che consentano di aggregare più efficacemente e sviluppare le attività. Sviluppare lo spirito cooperativistico, nella sua essenza originaria, chiamare alla collaborazione volontaristica le risorse necessarie a sostenere le attività,  praticare l’unità nelle scelte e nell’azione, – ha continuato Giardini- sono a mio avviso  i canoni di comportamento, ed i valori da perseguire per cercare di ribaltare una situazione oggi estremamente problematica. Anche fare chiarezza circa il più recente passato della cooperativa può contribuire a recuperare risorse. Troppi atti sono stati compiuti nella immediata vigilia del commissariamento della cooperativa, in specie nelle società controllate, che debbono necessariamente essere indagati. Infine – ha concluso Giardini-  va’ ricostruita la disastrosa storia economica delle iniziative affaristico-imprenditoriali della SCS e di tutte le sue partecipate per cercare di capire come una intera città si sia potuta distrarre così su vicende dal segno inequivocabile e, come persone con pedigree professionali di rilievo, abbiano potuto avere ruoli nelle alterne vicende societarie senza accorgersi  di quanto stava succedendo.”

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